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Parlar di poesia, non sempre conviene…


“…agli insegnanti bravi vanno dati soldi in più. A quelli che ti fanno amare la poesia, quelli che ti fanno amare persino la matematica, bisognerà dare un po’ più di prestigio e qualche soldo in più”. (Matteo Renzi)

E bravo Matteo, questa perla mi mancava; ora potrò vivere sicuramente più serena perchè la poesia è il mio pallino e da sempre le riservo un grande spazio con i miei bimbi della scuola primaria.
Da anni sai? Lo faccio da sempre senza pensare che sia un merito ma considerandolo semplicemente un dovere e un divertimento. Perchè io mi diverto a far conoscere la poesia ai bambini e a fargliela toccare.
Quindi solo per questo avrò più prestigio e qualche soldo in più? Chi l’avrebbe mai detto?
Ma chi si accorgerà di questo? Il preside che viene in classe a vedere come lavori solo se qualche genitore si va a lamentare di questioni su cui non ha nessuna competenza?
I collaboratori del preside che mai oseranno contraddirlo per non perdere il loro gruzzoletto in più?
Io VOGLIO che qualcuno si accorga di questo, ma VOGLIO che sia qualcuno che sa di cosa stiamo parlando, qualcuno che abbia INTERESSE a vedere il mio lavoro.
Non sarà con la tua “Buona Scuola” che otterrò questo, ne sono sicura, per cui continuerò a fare in modo che i bambini amino la poesia, la lettura, la scrittura senza illudermi di ricevere per questo soldi in più, prestigio o ringraziamenti. Probabilmente succederà proprio il contrario perchè nella tua scuola, chi non si sa vendere bene è destinato a soccombere.
Continuerò a fare il mio lavoro nel miglior modo possibile, come sempre ho fatto, finchè me lo lasceranno fare.
Comunque attento Matteo, non ti sbilanciare troppo sulla poesia. Potresti pentirtene, perchè chi ama la poesia può diventare pericoloso.

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Un sogno


Questo governo non mi convince  ma c’è e allora,  da buona individualista quale sono, sono andata a vedere chi è Stefania Giannini, nuovo ministro dell’istruzione.
Ha titoli innegabili.
E’ lontana dalle mie posizioni, ma non voglio arroccarmi su questo. Voglio sperare e rincorrere un sogno.
E allora cara Ministro spero che guarderà con attenzione alla nostra scuola primaria, in questi anni massacrata e ridotta in pessime condizioni.
Spero che rifletterà sulle nostre classi sempre più numerose e con sempre meno tempo scuola perchè gli insegnanti non bastano a coprire orari di almeno 30 ore; che si ricorderà dei diritti dei bambini disabili, facendo in modo che abbiano sempre le ore di sostegno di cui hanno bisogno e non la metà quando va bene. Spero che comprenderà quanto importanti fossero le ore di compresenza che ci sono state tolte (e quelle poche che rimangono spesso servono a coprire le supplenze.) Spero che si impegnerà a darci quegli strumenti che sono indispensabili per lavorare bene: tempo, persone, aggiornamenti seri, organizzazione efficace ,meno burocrazia inutile, meno parole e discorsi fumosi e più concretezza.
Spero che rifletterà sul fatto che è molto importante avere presidi, (mi piace chiamarli ancora così e non dirigenti)  che siano meno manager e più educatori, punti di riferimento autorevoli e non autoritari.
E magari, già che c’è, dia un’occhiata a quelle prove Invalsi, forse qualcosa di meglio si può fare.
Insomma, spero che ci ridarà la nostra scuola elementare, che fino a qualche anno fa era considerata il segmento migliore dell’istruzione di base, perchè le assicuro che oggi non lo è più.
Come vede, ho un sogno grande…un sogno…ne parli con noi insegnanti, ci chieda cosa pensiamo,  ce lo chieda…