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Sono piccolo, ma crescerò…


Adoro il mio lavoro e in momenti come questi dimentico la noia e la pesantezza delle cose inutili, burocratiche, fumose. Apparenza e niente più.
Momenti come questi mi aiutano a credere ancora in quello che faccio, perchè i bambini comprendono e insegnano.

Questa filastrocca, che abbiamo creato insieme partendo dalle quattro parole chiave, è l’ultima fase di un lavoro partito dalla lettura di una storia: “La portinaia Apollonia” scritta da Lia Levi.
Ne è seguita una conversazione coinvolgente, piena di riflessioni profonde, domande, emozioni. I bambini vogliono sapere e meritano risposte. E’ faticoso, bisogna mediare e tener conto della loro età, ma bisogna rispondere…
Alla fine, attraverso la filastrocca hanno scritto le loro conclusioni.

Non dimenticare
E’ vero, sono piccolo
ma devo IMPARARE
così da grande saprò RICORDARE
che a volte, sì, può vincere il male
ma noi molto possiamo FARE.

E’ come a scuola: se faccio un errore
un po’ mi dispiace,
un po’ mi scoraggio
ma alla fine prendo CORAGGIO.

Me lo ricordo e faccio di tutto
per far sparire quell’errore brutto!.

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Un sogno


Questo governo non mi convince  ma c’è e allora,  da buona individualista quale sono, sono andata a vedere chi è Stefania Giannini, nuovo ministro dell’istruzione.
Ha titoli innegabili.
E’ lontana dalle mie posizioni, ma non voglio arroccarmi su questo. Voglio sperare e rincorrere un sogno.
E allora cara Ministro spero che guarderà con attenzione alla nostra scuola primaria, in questi anni massacrata e ridotta in pessime condizioni.
Spero che rifletterà sulle nostre classi sempre più numerose e con sempre meno tempo scuola perchè gli insegnanti non bastano a coprire orari di almeno 30 ore; che si ricorderà dei diritti dei bambini disabili, facendo in modo che abbiano sempre le ore di sostegno di cui hanno bisogno e non la metà quando va bene. Spero che comprenderà quanto importanti fossero le ore di compresenza che ci sono state tolte (e quelle poche che rimangono spesso servono a coprire le supplenze.) Spero che si impegnerà a darci quegli strumenti che sono indispensabili per lavorare bene: tempo, persone, aggiornamenti seri, organizzazione efficace ,meno burocrazia inutile, meno parole e discorsi fumosi e più concretezza.
Spero che rifletterà sul fatto che è molto importante avere presidi, (mi piace chiamarli ancora così e non dirigenti)  che siano meno manager e più educatori, punti di riferimento autorevoli e non autoritari.
E magari, già che c’è, dia un’occhiata a quelle prove Invalsi, forse qualcosa di meglio si può fare.
Insomma, spero che ci ridarà la nostra scuola elementare, che fino a qualche anno fa era considerata il segmento migliore dell’istruzione di base, perchè le assicuro che oggi non lo è più.
Come vede, ho un sogno grande…un sogno…ne parli con noi insegnanti, ci chieda cosa pensiamo,  ce lo chieda…