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“La bellezza del fresco profumo di libertà” (Poesia di P. Borsellino)


Come dici?  Non è una poesia?  Ne sei sicuro?  

Leggila bene, soffermati su ogni parola, raccogli la sensazione.

Sa di buono questa poesia, sa di aria pulita, di acqua chiara.

Non ti nasce dentro un desiderio irrefrenabile che ti fa dire: “Lo voglio!”  anche se non è l’ultimo smartphone?

La poesia è ovunque

La poesia è vita.

Ma non ti servirà dirti poeta

se non lasci che ti scortichi dentro.

Poeta è colui che vive poesia

ogni giorno

distillando la luce e le ombre

E se ne va

tenendola per mano.

@Patrizia. M

Madre


Il tuo essere madre
non sa scrivere l’ultima poesia

Ora so
perchè guardavi sempre l’orizzonte
e perchè le tue parole…
come danzavano
all’apparir dell’inquetuidine.

Nessuna nuvola adombra
il tuo calpestare questa terra
che mi sfregia le braccia.

E quando mi volto
coprendo lo sguardo

le tue mani sono ancora fresche
sulle mie rughe.

© Patrizia. M.

 

Il bambino poeta


Il poeta lo riconosci da piccolo, quando nemmeno lui sa ancora d’esser poeta.
Non dirglielo però, lascia che arrivi da solo alla felicità e alla disperazione d’esser poeta-

I maestri spesso sono gli ultimi a scoprirlo, a volte i primi, ma raramente.
Ai maestri interessa solo che lui impari a memoria una poesia, anche se non la capisce ancora, anche se non gli piace, ma non gli chiedono mai qual è la poesia che lui ha dentro di sé e che non sa come dispiegare.

Il poeta, da piccolo, è un bambino come tutti gli altri: corre, gioca, urla… ma ci sono momenti in cui si ferma e rimane incantato ad ascoltare qualcosa, come il gatto quando fissa una realtà che tu non vedi. E’ un piccolo gatto il bambino poeta.
E tu lo scruti e ti chiedi cosa stia guardano o ascoltando. Non lo saprai mai.

Non saprai che il suono dell’acqua di una pompa nel giardino, il ghiaino smosso da un rastrello, il suono delle pagine sfogliate gli fa il solletico nello stomaco e che a lui quella sensazione piace tanto.

Non te lo dice perché non è sicuro che capiresti.

Non saprai mai cosa vede dentro le nuvole, nella chioma di un albero smossa dal vento.

Tu vedi i suoi comportamenti e ti compiaci, o ti indigni e lo rimproveri, ma non saprai mai cosa prova quando la rabbia per un’ingiustizia lo scuote e lo fa tremare, quando la tenerezza per un gatto, un cane, un uccellino, un compagno, gli conduce la mano e il cuore.

Tu non sai quale privilegio sia trovare un bambino poeta.

Se sei maestro donagli le parole che gli servono per dispiegare la sua poesia, regalagli la serenità del sapere che lo comprendi e che non è sbagliato.

Mediterraneo


Terra  di mezzo, 
 terra d’acqua e di lingue
di mani,
di occhi e di sogni

Che ne sarà di te?
Chi ti consola?

Sudario di sale
Si confondono le lacrime.
Nessuno vede il suo dolore.

© Patrizia.M.

 

Il testamento di Tito


Gli ulivi del Salento


Chi ha il coraggio di lottare per un territorio, per gli alberi, per la terra, sfidando tutto e tutti, merita il rispetto, la stima e il plauso che si tributano agli eroi.

Andate avanti Salentini, non mollate, l’Italia pulita e vera, è lì con voi.
 

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Tu, placido, pallido ulivo, 

non dare a noi nulla; ma resta!
ma cresci. sicuro e tardivo,
nel tempo che tace!
ma nutri il lumino soletto
che, dopo, ci brilli sul letto
dell’ultima pace!”

Giovanni Pascoli (La canzone dell’ulivo- Canti di Castelvecchio)

 

Giornata della poesia


Per nessuna ragione (Giovanni Raboni)

Per nessuna ragione,
sapendo quello che succede,
mi vorrei risvegliare in questo mondo.
Ma già pensandolo (pensando
di pensarlo) so anche
che non è vero, che per quanto
ignominioso sia il presente io mai
rinuncerei, potendo scegliere,
a starci, magari di sghembo
e rattrappito d’amarezza, dentro.
Forse, mi dico allora,
non è per me che parlo, è qualcun altro,
nato da poco o nascituro,
ad agitarsi nel mio sonno, a premere
da chissà dove sul mio cuore,
a impastare parole col mio fiato.

(Giovanni Raboni)