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Per male che gli vada


Mercoledì delle Ceneri


Il carnevale è un elemento importantissimo nella cultura brasiliana e va al di là di quello che noi conosciamo di esso: l’aspetto commerciale e turistico che ha ormai assunto. Ma nella gente semplice, nel popolo, esso rimane un elemento catalizzatore delle speranze e della forza con cui le persone affrontano la vita con tutte le sue difficoltà.
In questa canzone diventa metafora della vita o meglio, di un particolare momento della storia brasiliana: l’epoca della dittatura. 
Non vorrei sembrare esagerata, ma oggi voglio metterla qui, perchè anche noi oggi, il mondo in generale, ha bisogno e vuole ritrovare il suo Carnevale.

Marcha da quarta feira de Cinzas (mercoledì delle ceneri)

Composta nel 1963 da Carlos Lyra per la parte musicale e da Vinicius de Moraes per la parte poetica. Sotto c’è il testo in brasiliano e la traduzione ( o almeno un tentativo di traduzione…)

Acabou nosso carnaval
Ninguém ouve cantar canções
Ninguém passa mais
Brincando feliz
E nos corações
Saudades e cinzas
Foi o que restou

Pelas ruas o que se vê
É uma gente que nem se vê
Que nem se sorri
Se beija e se abraça
E sai caminhando
Dançando e cantando
Cantigas de amor

E no entanto é preciso cantar
Mais que nunca é preciso cantar
É preciso cantar e alegrar a cidade

A tristeza que a gente tem
Qualquer dia vai se acabar
Todos vão sorrir
Voltou a esperança
É o povo que dança
Contente da vida
Feliz a cantar

Porque são tantas coisas azuis
E há tão grandes promessas de luz
Tanto amor para amar de que a gente nem sabe

Quem me dera viver pra ver
E brincar outros carnavais
Com a beleza
Dos velhos carnavais
Que marchas tão lindas
E o povo cantando
Seu canto de paz
Seu canto de paz

E’ finito il nostro carnevale
Nessuno più sente cantare canzoni
Nessuno passai più
giocando felice
E nei cuori
saudade e cenere
Questo è ciò che resta

Per le strade ciò che si vede
E ‘un popolo che non si vede
Che non si sorride
 si bacia,  si abbraccia
E se ne va
Danzando  e cantando
Canzoni d’amore

Eppure dobbiamo cantare
Più che mai abbiamo bisogno di cantare
Hai bisogno di cantare e far gioire la città

La tristezza che abbiamo
prima o poi finirà
Tutti tornerà a sorridere 
Tornerà la speranza
E ‘la gente che balla
contenta della vita
Felice di cantare

Perché ci sono così tante cose azzurre
E ci sono così grandi promesse di luce
Tanto amore per amare che non sappiamo nemmeno

Vorrei vivere per vedere
E giocare altri carnevali
Con la bellezza dei
 vecchi carnevali
che avanzano così belli
E il popolo che canta
La sua canzone di pace
La sua canzone di pace

Voglio di più


Un altro grande artista che se ne va,  lasciandoci la sua musica, la sua anima come compagnia… Ricordo un suo concerto di qualche anno fa al Teatro Filarmonico di Verona. Fu una serata in cui le emozioni dominarono incontrastate. Grazie Pino, per tutto la bellezza che ci hai donato.

E un giorno…