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Il bambino poeta


Il poeta lo riconosci da piccolo, quando nemmeno lui sa ancora d’esser poeta.
Non dirglielo però, lascia che arrivi da solo alla felicità e alla disperazione d’esser poeta-

I maestri spesso sono gli ultimi a scoprirlo, a volte i primi, ma raramente.
Ai maestri interessa solo che lui impari a memoria una poesia, anche se non la capisce ancora, anche se non gli piace, ma non gli chiedono mai qual è la poesia che lui ha dentro di sé e che non sa come dispiegare.

Il poeta, da piccolo, è un bambino come tutti gli altri: corre, gioca, urla… ma ci sono momenti in cui si ferma e rimane incantato ad ascoltare qualcosa, come il gatto quando fissa una realtà che tu non vedi. E’ un piccolo gatto il bambino poeta.
E tu lo scruti e ti chiedi cosa stia guardano o ascoltando. Non lo saprai mai.

Non saprai che il suono dell’acqua di una pompa nel giardino, il ghiaino smosso da un rastrello, il suono delle pagine sfogliate gli fa il solletico nello stomaco e che a lui quella sensazione piace tanto.

Non te lo dice perché non è sicuro che capiresti.

Non saprai mai cosa vede dentro le nuvole, nella chioma di un albero smossa dal vento.

Tu vedi i suoi comportamenti e ti compiaci, o ti indigni e lo rimproveri, ma non saprai mai cosa prova quando la rabbia per un’ingiustizia lo scuote e lo fa tremare, quando la tenerezza per un gatto, un cane, un uccellino, un compagno, gli conduce la mano e il cuore.

Tu non sai quale privilegio sia trovare un bambino poeta.

Se sei maestro donagli le parole che gli servono per dispiegare la sua poesia, regalagli la serenità del sapere che lo comprendi e che non è sbagliato.

Segnalibri per bambini


Possibili filastrocche da scrivere sul retro del primo e del secondo segnalibro.

(Gli altri due sono ispirati al libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di L. Sepulveda.)

Amo le filastrocche

quelle strane e quelle sciocche.

Faccio rime coi finali

cerco sempre suoni strani:

un violino dal suono fino,

un tamburo dal suono duro…

Cerco parole e ne faccio storielle

per farvi ridere a crepapelle.

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C’è un libro per ogni stagione:

per i giorni d’inverno una storia calda

che come un abbraccio ti riscalda,

d’estate invece una storia fresca

che porta musica e ore di festa.

In primavera una storia gentile

fiorita e splendente come un monile

E quando poi arriva l’autunno

ecco una storia rossa e arancione.

Allora è vero!

C’è proprio un libro per ogni stagione.

 

 

Sono piccolo, ma crescerò…


Adoro il mio lavoro e in momenti come questi dimentico la noia e la pesantezza delle cose inutili, burocratiche, fumose. Apparenza e niente più.
Momenti come questi mi aiutano a credere ancora in quello che faccio, perchè i bambini comprendono e insegnano.

Questa filastrocca, che abbiamo creato insieme partendo dalle quattro parole chiave, è l’ultima fase di un lavoro partito dalla lettura di una storia: “La portinaia Apollonia” scritta da Lia Levi.
Ne è seguita una conversazione coinvolgente, piena di riflessioni profonde, domande, emozioni. I bambini vogliono sapere e meritano risposte. E’ faticoso, bisogna mediare e tener conto della loro età, ma bisogna rispondere…
Alla fine, attraverso la filastrocca hanno scritto le loro conclusioni.

Non dimenticare
E’ vero, sono piccolo
ma devo IMPARARE
così da grande saprò RICORDARE
che a volte, sì, può vincere il male
ma noi molto possiamo FARE.

E’ come a scuola: se faccio un errore
un po’ mi dispiace,
un po’ mi scoraggio
ma alla fine prendo CORAGGIO.

Me lo ricordo e faccio di tutto
per far sparire quell’errore brutto!.

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Similitudini di Natale (classe terza primaria)


Ennesima dimostrazione di come la poesia faccia parte naturalmente dell’anima dei bambini e di come essi riescano a trarre immagini semplici ma di forte impatto se lette con il loro modo di vedere e sentire ciò che vivono.

Natale è…

bello come il viso della mamma,

freddo come il gelato,

rosso come il cuore,

ricamato come un vestito da ballo,

divertente come le montagne russe

come il papà,

come un gattino che gioca.

 

Bianco come le nuvole,

come lo zucchero filato,

come un vestito da sposa.

 

Festoso come le campanelle d’argento,

dolce come la nonna,

musicale come un’orchestra,

affettuoso come un abbraccio,

caldo come la pelle,

felice come un bambino,

luminoso come il sole,

allegro come una canzone,

come un amico.

Emozionante come una vittoria,

profumato di dolci e arance,

colorato come l’arcobaleno.

Testo collettivo – classe terza primaria

filastrocche-bambini-natale-2011

 

Pochi anni, molta poesia


Io non commento…sono di parte…
Ma loro sanno cosa penso.

La notte

La notte è come l’ incubo
di un bimbo spaventato
che vola via
con un raggio di sole

(Sofia)

 

LE NUVOLE

Bianca panna montata
che rende deliziosi
i pasti del sole.

(Matilda)

 LA STELLA

Piccolo fiore giallo
equilibrista nello spazio.

(Matilda)

 CIELO STELLATO

Verso sera
cala una nebbia scura
illuminata da piccole lanterne.

(Matilda)

DOMANDE

I papaveri sono rossi come il fuoco
ma stai attento…
sono rossi anche come il sangue
che da una ferita 
ti può uscir.

Le margherite invece
coi petali all’indietro
ed il polline scoperto
sembran pronte all’attacco.

Papaveri rossi e margherite bianche
son disposti in fila,
fiori bianchi contro fiori rossi
faranno la guerra anche loro?
(Filippo)

FOGLIE

C’è un bosco in autunno
tutto colorato
in disordine come scarabocchi.

Tanti colori volati dai rami
come una foresta 
che prende il volo dal cielo.

Una foresta tutta colorata
rosso e arancione
giallo e marrone.

Che spettacolo la natura!
Come se fosse un pittore.

(Filippo)

 

Piccoli poeti


Questo è il risultato finale di un mini laboratorio di poesia avente come obiettivo quello di conoscere, saper individuare e usare alcune semplici caratteristiche della poesia: similitudini, metafore, personificazioni.

Tutto si è svolto in modo giocoso e leggero e devo dire che sono orgogliosa dei miei piccoli poeti. Con diversi gradi di sensibilità e di capacità, com’è normale che sia, sono riusciti tutti ad esprimersi in modo spontaneo e personale.

Il lavoro è stato abbastanza lungo, anche se non sembra leggendo queste piccole cose, ma quello che più mi rende felice è vedere che ora, una volta uno, una volta un’altra, arrivano al mattino con fogliettini su cui scrivono da soli e spontaneamente poesie che, se pur acerbe e semplici sono pur sempre poesia…almeno per me…

Piccino, picciò


Questa è una vecchia poesia rispolverata ora che siamo vicini a Natale, a questo Natale che certo sereno non è- 
E allora rileggo volentieri questo frutto giocoso e sereno di un incontro tra me e Lilit  una ragazza che scriveva come me, su un sito di poesie qualche tempo fa.
Una sua poesia“Il presepiello”, mi  colpì, mi piacque molto soprattutto la parte centrale che  sentii adattissima per una filastrocca dedicata ai bambini.
Così,prendendo alcuni suoi versi e mischiandoli con i miei, è uscì

Piccino picciò

In un presepe piccino-picciò
c’è un bambino piccino picciò
Ride alla neve che cade piano
ed è così piccolo, sai…
ci sta tutto in una mano.

In quel presepe piccino picciò
non c’è erba, non c’è sabbia,
i suoi monti accartocciati
di giornali son formati

sullo sfondo una capretta
a cui manca una zampetta
un coniglio senza tana,
quattro oche, cinque pecore e un pastore
che s’è perso anche il bastone

un cigno senza lago,
qualche stella attaccata con lo spago
ed infine una capanna
dove ride, io lo so
il bambino piccino, picciò

d’un sorriso d’oro e sole
che fa rima con amore.

© Patrizia.M. – Lilit