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Otto anni


 

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Grazie per averci scelto. Continua così.
Forse è arrivato il momento di chiudere questa ennesima illusione. Ci sto pensando…vedremo…

 

Il bambino poeta


Il poeta lo riconosci da piccolo, quando nemmeno lui sa ancora d’esser poeta.
Non dirglielo però, lascia che arrivi da solo alla felicità e alla disperazione d’esser poeta-

I maestri spesso sono gli ultimi a scoprirlo, a volte i primi, ma raramente.
Ai maestri interessa solo che lui impari a memoria una poesia, anche se non la capisce ancora, anche se non gli piace, ma non gli chiedono mai qual è la poesia che lui ha dentro di sé e che non sa come dispiegare.

Il poeta, da piccolo, è un bambino come tutti gli altri: corre, gioca, urla… ma ci sono momenti in cui si ferma e rimane incantato ad ascoltare qualcosa, come il gatto quando fissa una realtà che tu non vedi. E’ un piccolo gatto il bambino poeta.
E tu lo scruti e ti chiedi cosa stia guardano o ascoltando. Non lo saprai mai.

Non saprai che il suono dell’acqua di una pompa nel giardino, il ghiaino smosso da un rastrello, il suono delle pagine sfogliate gli fa il solletico nello stomaco e che a lui quella sensazione piace tanto.

Non te lo dice perché non è sicuro che capiresti.

Non saprai mai cosa vede dentro le nuvole, nella chioma di un albero smossa dal vento.

Tu vedi i suoi comportamenti e ti compiaci, o ti indigni e lo rimproveri, ma non saprai mai cosa prova quando la rabbia per un’ingiustizia lo scuote e lo fa tremare, quando la tenerezza per un gatto, un cane, un uccellino, un compagno, gli conduce la mano e il cuore.

Tu non sai quale privilegio sia trovare un bambino poeta.

Se sei maestro donagli le parole che gli servono per dispiegare la sua poesia, regalagli la serenità del sapere che lo comprendi e che non è sbagliato.

Gli ulivi del Salento


Chi ha il coraggio di lottare per un territorio, per gli alberi, per la terra, sfidando tutto e tutti, merita il rispetto, la stima e il plauso che si tributano agli eroi.

Andate avanti Salentini, non mollate, l’Italia pulita e vera, è lì con voi.
 

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Tu, placido, pallido ulivo, 

non dare a noi nulla; ma resta!
ma cresci. sicuro e tardivo,
nel tempo che tace!
ma nutri il lumino soletto
che, dopo, ci brilli sul letto
dell’ultima pace!”

Giovanni Pascoli (La canzone dell’ulivo- Canti di Castelvecchio)

 

Vi auguro


VI AUGURO
(Jacques Brel)

 

Vi auguro sogni a non finire
la voglia furiosa di realizzarne qualcuno
vi auguro di amare ciò che si deve amare
e di dimenticare ciò che si deve dimenticare
vi auguro passioni
vi auguro silenzi
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
e risate di bambini
vi auguro di resistere all’affondamento,
all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.
Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.

 

 

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Buona scuola a tutti


Titolo a scelta, fate voi…


Parlar di poesia, non sempre conviene…


“…agli insegnanti bravi vanno dati soldi in più. A quelli che ti fanno amare la poesia, quelli che ti fanno amare persino la matematica, bisognerà dare un po’ più di prestigio e qualche soldo in più”. (Matteo Renzi)

E bravo Matteo, questa perla mi mancava; ora potrò vivere sicuramente più serena perchè la poesia è il mio pallino e da sempre le riservo un grande spazio con i miei bimbi della scuola primaria.
Da anni sai? Lo faccio da sempre senza pensare che sia un merito ma considerandolo semplicemente un dovere e un divertimento. Perchè io mi diverto a far conoscere la poesia ai bambini e a fargliela toccare.
Quindi solo per questo avrò più prestigio e qualche soldo in più? Chi l’avrebbe mai detto?
Ma chi si accorgerà di questo? Il preside che viene in classe a vedere come lavori solo se qualche genitore si va a lamentare di questioni su cui non ha nessuna competenza?
I collaboratori del preside che mai oseranno contraddirlo per non perdere il loro gruzzoletto in più?
Io VOGLIO che qualcuno si accorga di questo, ma VOGLIO che sia qualcuno che sa di cosa stiamo parlando, qualcuno che abbia INTERESSE a vedere il mio lavoro.
Non sarà con la tua “Buona Scuola” che otterrò questo, ne sono sicura, per cui continuerò a fare in modo che i bambini amino la poesia, la lettura, la scrittura senza illudermi di ricevere per questo soldi in più, prestigio o ringraziamenti. Probabilmente succederà proprio il contrario perchè nella tua scuola, chi non si sa vendere bene è destinato a soccombere.
Continuerò a fare il mio lavoro nel miglior modo possibile, come sempre ho fatto, finchè me lo lasceranno fare.
Comunque attento Matteo, non ti sbilanciare troppo sulla poesia. Potresti pentirtene, perchè chi ama la poesia può diventare pericoloso.

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