Di chi sono? (Jiri-Orten)


Di chi sono?

Io sono dei piovaschi e delle siepi

e delle erbe chinate dalla pioggia

e della chiara canzone che non gorgheggia,

del desiderio che sta chiuso in lei.

Di chi sono?

Io sono di ogni piccola cosa smussata

che mai spigoli ha conosciuto,

dei piccoli animali che reclinano la testa,

sono della nuvola quando è straziata.

Di chi sono?

Io sono del timore che mi ha tenuto

con le sue trasparenti dita,

del coniglietto che in un giardino in penombra

esercita il suo fiuto.

Di chi sono?

Io sono dell’inverno ostile ai frutti

e della morte, se il tempo lo chieda,

io sono dell’amore, di cui sbaglio la porta,

al posto di una mela ai vermi lasciato in preda.

(Jiri Orten)

2 risposte a “Di chi sono? (Jiri-Orten)

  1. Un abbraccio e un bacione anche a te. Grazie…

  2. Di chi siamo?
    Della terra, del mondo, della natura.
    Siamo dei nostri cari.
    Siamo forse anche un pò nostri, ma poco, forse meno di quanto pensiamo.
    Siamo qualcosa, o qualcuno, d’altro, di diverso, un poco dispetto, un poco sorpresa.
    Siamo fratelli di altri fratelli, sconosciuti fratelli, mentre i fratelli di sangue sono, spesso, distanti, lontani, discosti.
    Di chi siamo?

    Un pò siamo di coloro a cui vogliamo un poco di bene.
    Questa è forse l’unica certa speranza.
    Con la quale concludo il mio sconclusionato saluto.
    Con un abbraccio ed un bacio, mia cara Patrizia.
    Tuo,
    Piero

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