Noi che cademmo (G. Bertoli)


Fummo una zolla qualunque
al taglio del vecchio aratro
che il nuovo trattore ferisce
inpianto, sudore e lavoro
Ora ascoltiamo i sospiri
di neri e snelli cipressi
dipinti da soffi di sole
in chicchi di riso azzurrino
che l’acre piovasco flagella
Viviamo in bellezze di morte
fra pioppi inclinati sul rio
E siamo la gialla pannocchia
che nutre la fame del povero
che accende la fede nell’uomo
Siamo promessa di pace
che tesse tovaglie d’altare
e bianchi lini di sposa
per alta promessa di vita
…………………………………….

noi che cademmo a vent’anni
nel sogno sublime dei liberi.

immagine_25_aprile

3 risposte a “Noi che cademmo (G. Bertoli)

  1. Mai…
    Alla faccia di chi vorrebbe cancellare un passato che ci sostiene la vita.
    Un bacio anche a te

  2. … siamo mille papaveri rossi!
    Non è così, cara amica mia?
    Mille.
    E rossi.
    Mai sbiadiremo.
    Figli della terra e liberi come i figli della terra.
    Un bacio
    Piero

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