Liberami gli occhi


Liberami gli occhi in tempo,
in tempo per tornare
sui miei passi
e (ri)conoscere la nostalgia
e la pietà

Liberami gli occhi in tempo
perchè io possa averne cura
come di un rosario  
avvolto tra le dita.

© Patrizia. M.

(Grazie ad Erri de Luca che mi ha fatto nascere questi pensieri, scuotendomi per un momento, da un periodo di torpore che sta durando troppo a lungo.)

 

perla-consapevolezza

 

 

 

3 risposte a “Liberami gli occhi

  1. Hai colto un punto dolente che da un po’ mi tiene compagnia. Chissà,forse passerà, forse no,Forse bisogna solo smettere di pensarci, forse ci vuole solo un po’ di aria nuova, di sole, di energia pulita. Vedremo…
    In realtà i pensieri sono nati da uno scritto di Erri, che parla della consapevolezza del passato, di ciò che abbiamo avuto e vissuto, dell’importanza di tutto ciò, solo dopo. Consapevolezza che si raggiunge spesso attraverso altre vie che ci svelano quel che vedevamo ma non guardavamo.

    Grazie del regalo, conoscevo il pezzo ma non l’avevo mai sentito recitato. Regalo apprezzatissimo 🙂
    Abbraccione

    • Cara Patrizia,
      non devi pensare in modo negativo alle cose della vita.
      Scusa se mi permetto, ma sai che ti voglio bene davvero.
      Credo che questa età che stiamo vivendo – io un pò più avanti, tu che mi vieni dietro – ci metta davanti a a noi stessi come ad uno specchio.
      E lì… proviamo a mettere a posto le cose che ci sembrano fuori posto. E se non ci riusciamo, perchè sono cose che non si possono mettere a posto, allora vorremmo essere diversi, vorremmo esser altro da noi, vorremmo essere ciò che ci piacerebbe essere.
      E ci giudichiamo, ci immalinconiamo, ci rinchiudiamo in noi stessi.
      Il nostro corpo cambia, poco a poco ma inesorabilmente e cogliamo i segnali improvvisi e a volte dolorosi di ciò che non siamo più e di ciò che stiamo diventando…
      In quello specchio non ci riconosciamo e ci rifiutiamo.
      Ma …
      Mia cara Patrizia, è il nostro tempo, quello che ci è dato.
      In quello specchio c’è tutto ciò che siamo, che siamo stati e che saremo.
      E’ il nostro scrigno, il nostro forziere, il nostro tesoro.
      Cos’altro abbiamo se non quella immagine che deformiamo e disprezziamo?
      So che parlare per metafora e poi attraverso il blog, e ancora da uno che non abbiamo mai visto… che valore gli si può dare?
      E so che sono solo le persone davvero vicine, i cari, gli amici, ad avere il potere di lenire il dolore del tempo che ci consuma…
      Ma, se poco posso dirti, o darti, è solo questo: accetta ciò che sei, guardalo, fosse anche la tua immagine che non ti piace. Ma quello sei tu, TU.
      Unico e irripetibile scherzo della natura, con un cuore, un’anima, una coscienza, una vita.
      Chi sei tu per giudicare te stessa?
      Non è solo presunzione?
      O forse un errore di prospettiva?
      Lascia che lo specchio ti restituisca il tuo mondo, al tuo mondo.
      Predi ciò che sei.
      Siamo tutti poco, se ci misuriamo da soli.
      Tutti così poco che abbiamo bisogno di un altro che ci pesi per dirci quanto siamo importanti: quell’altro può essere chiunque, anche quell’immagine nello specchio che non ci piace.
      Un abbraccio e scusami assai.
      Piero

  2. Cara amica mia,
    tu chiedi alla Musa di liberarti gli occhi.
    Sai che lei è capricciosa e ama usare i nostri occhi, le nostre mani, le nostre bocche a suo piacimento, farne strumenti per i suoi (in)canti, per le sue melodie, per le sue armonie, e per le forme o per i colori…
    E forse tornerà, quando vorrà, a farti visita, e porrà fine a questo torpore che, come dici dura troppo.
    Erri, diciamo, come Virgilio con Dante, ti sta accompagnando nel viaggio nella palude oscura, ti fa da mentore, ti apre le porte, ti mette al cospetto della dea della poesia.
    Non posso che sperare con te, che presto ritorni a viaggiare nella luce.
    Io non so se la palude in cui giri è solo stanchezza; lo spero. Anche io sento di girare a vuoto; sono stanco e non riesco più a scrivere.
    O forse è solo che i nostri blog non sono ciò che esattamente vorremmo, forse sono troppo, forse troppo poco. Comunque restano come specchi muti, riflettono noi stessi e noi ci sentiamo a disagio, dopo un pò (anche dopo anni), ci facciamo muti anche noi, come questi specchi.
    E’ normale e naturale.
    Però… a parte gli auguri, che ti faccio con tutto il cuore, ti vorrei dedicare anche un altro piccolo regalo, un video, da un’opera bellissima di Erri De Luca. Qui recita Isa Danieli, attrice napoletana bravissima, la parte che è il cuore del “Il nome della madre”.
    Non so se la hai mai ascoltata nella recita di De Luca.
    Io ne ho una copia presa da un audiolibro e credo che sia una delle cose più emozionanti e commoventi che ho mai ascoltato.
    Ecco, anche se la qualità dell’immagine è bassa, l’audio è buono.
    Prendilo come un regalo di Pasqua, piccolo piccolo.
    Un abbraccio,
    Piero

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