Milioni di Malala


Raccontate la sua storia, raccontate ai vostri alunni, ai vostri figli la storia delle bambine che vorrebbero studiare e non possono, la storia dei bambini a cui viene tolto un diritto fondamentale o da pazzi fanatici, o da sfruttatori privi di ogni scrupolo. Raccontiamo tutto questo, senza paura della verità. Sapere li farà crescere e ( piccola nota polemica…) forse capiranno molto di più quanto sono fortunati e la smetteranno di lamentarsi che devono “lavorare” troppo a scuola.  E forse la smetteranno anche i loro genitori…) 

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“Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è l’istruzione. E non ho paura di nessuno.”
Malala Yousafzai

 “Dedico il premio Nobel per la Pace ai bambini che non hanno voce”. Così Malala Yousafzai, all’uscita da scuola, commentando l’assegnazione del premio annunciata questa mattina a lei e all’attivista indiano Kailash Satyarth. “Il premio Nobel per la Pace – ha aggiunto Malala – non credo che sia stato dato solo a me, ma a tutti i bambini che non hanno voce, ecco perché parlo a nome loro”. I bambini, ha proseguito la giovane pakistana, “hanno diritto a ricevere un’istruzione di qualità, a non soffrire per il lavoro minorile, per la tratta degli esseri umani”, “hanno il diritto di essere felici.

2 risposte a “Milioni di Malala

  1. Non ti scusare Piero, sappiamo bene come le parole portano a strade impensate e fanno nascere pensieri diversi. E comunque non sono pensieri fuori tema, come si fa a non riflettere su queste cose oggi? Questa ragazzina è l’innocenza e la purezza di cui parlavi nel tuo scritto. Ha il coraggio, l’ingenuità , la fiducia che dovremmo avere tutti, ma lei ha sedici anni, noi cinquanta e passa, lei viene da una condizione di sofferenza, noi no…forse il problema è tutto lì…
    Un abbraccio grande.

  2. E’ una persona davvero fuori dal comune, la giovane Malala.
    Se ti ricordi, cara amica mia, un pò di tempo fa, sulla repubblica indipendente ho pubblicato il discorso che aveva tenuto davanti all’Assemblea dell’ONU, e, se ricordi, mi aveva anche commosso, perchè quei concetti, quelle parole, qui da noi, spesso, sembrano dimenticate.
    L’importanza dell’istruzione per formare delle persone, per formare dei cittadini, per formare comunità e popoli che vogliono affrancarsi da ogni schiavitù (religiosa, economica, politica, morale….) è fondamentale.
    E invece, quando si sottrae importanza alla scuola, a chi insegna, a chi istruisce i giovani ed i meno giovani, si compie il percorso inverso a quello della “liberazione”, si torna indietro verso la schiavitù, si inverte il ciclo dell’evoluzione, si uccide la vita.
    Non prendermi per estremista, o peggio, per un folle.
    Il filosofo americano Popper (quindi non un bolscevico qualunque) afferma che può chiamarsi vita quel fenomeno di interazione fra un organismo e l’ambiente che lo circonda: non è forse questa la definizione anche della cultura? E l’istruzione non è uno degli strumenti per aprire spazi alle culture?

    Si, questo Nobel per la pace (che non è un premio che mi piace molto, è troppo retorico e politico, premia intenzioni più che fatti, a volte) è molto ben centrato, almeno per Malala.
    L’altro premiato, l’indiano che lotta per l’emancipazione dei giovani in India, per il riscatto contro la cultura e la schiavitù delle caste, lo conosco di meno.
    Ma anche per lui, per quel Paese, si tratta di una lotta importante, molto.

    Semmai un rammarico: in questi giorni in cui il mondo pare infettato dal virus della guerra, in Europa, in Africa, in Asia, forse quelle due figure sono un pò sfuocate rispetto al centro delle tensioni.
    Mi sembra che si stia ritornando alla competizione armata fondata su presupposti di dominio territoriale puro e semplice: anche la vampata iper-islamista dell’IS mi sembra una terribile maschera sotto la quale si nasconde kla sete di potere.
    In quell’aerea, la follia americana ha scatenato la bestia che stava nascosta sotto la cenere delle dittature. L’Occidente, cioè tutti noi, non ha niente da offrire per calmare quell’appetito: quella si nutre di vite umane, carni e sangue, e noi, l’Occidente, non abbiamo più soldati da mandare al macello…
    Questo fa crescere la fame di quell’orribile mostro, e non bastano, non basteranno, i droni e i raid aerei per fermarla.
    Sarà necessario un esercito, per fare polpette e costolette al sangue da offrire alla bestia.
    Sarà necessario trovare qualcuno più povero di noi occidentali che si offra in sacrificio… ma diventa ogni giorno più difficile trovare qualcuno, perchè… loro si fanno più ricchi e noi invece più poveri…
    Non sono pessimista, credimi, solo molto molto concreto e realista.

    Ecco, però, rispetto a tutto questo che stiamo vivendo, forse Malala e l’Indiano non sono i giusti soggetti, sono un pò una foglia di fico sopra le scandalose nudità morali di questo Occidente, che, comunque, si fa Maestro, e, in controluce, tratta dall’alto in basso le altre culture (mussulmani, induisti, buddisti, ecc.)

    Scusami… lo sforamento.
    Un abbraccio, Patrizia cara,
    Piero

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