La misura del mondo


In matematica non sono brava.
Perdo il conto delle foglie dei rami
e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.
Non riesco a misurare il salto delle cavallette
e non so la formula per il perimetro delle nuvole.
Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge
e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.
La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce
e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.
Ho diviso il numero dei semi per i frutti
il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.
Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia
ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.
La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.
Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.
Due finestre fanno una vista? quattro muri sono una casa?
Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri? quanto pesa un segreto?
quanto misura una risata? e l’area del cuore come si calcola?

Azzurra D’Agostino (Porretta Terme, 1977)

5 risposte a “La misura del mondo

  1. … ma anche l’e-book!
    Davvero questo posto è un paradiso!
    Viva!

  2. Sono felice che ti sia piaciuta. Io l’ho scoperta da poco e mi piace moltissimo. Se ti interessa qui ci trovi un e-book.
    http://media.wix.com/ugd/b1528e_1a1f014e649894d5cf34af6a875f27b2.pdf
    Abbraccione 🙂

  3. Carissima Amica,
    che bella poesia!
    Non conosco Azzurra D’Agostino, cercherò qualcosa.

    Mi ricorda la semplicità di Wislawa Szimborska, la stessa straniata dolcezza, l’ingenuità inflessibile di chi sa vedere con gli occhi del cuore.

    E’ proprio vero, la matematica, la chimica, la fisica, sono solo astrazioni, misure incomplete e imprecise, semplificazioni insufficienti.
    Il mondo è qualcosa di più, qualcosa che sfugge sempre alla misura precisa, ammette solo approssimazioni, sia che si usino le leggi scientifiche che l’uomo compone come una sinfonia per abbracciare con la mente ciò che a mala pena riesce ad intravvedere con gli occhi, sia che si adoperino le parole che vorrebbero dire eppure incespicano sempre sul punto d’arrivo…

    Un bacio, Pat, mi hai fatto un regalo grande.
    Piero

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