Suono d’acqua


Bisognerebbe calmare i gesti
dismettere il pensiero che si può rimandare.
 Le mani alle spalle e poi
la notte
persa in  suono d’acqua
che non sa celare.
© Patrizia.M.
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Una risposta a “Suono d’acqua

  1. Mi piace il suono di questa poesia.
    E’ fresco, ma al tempo stesso avvolge, include, ingoia….
    La notte persa nel suono d’acqua che non sa celare: chi è così sincera da non saper celare?
    La notte, che s’è persa/nascosta? O l’acqua, che è pura fino all’estremo?
    E poi, celare, cosa deve essere celato e invece resta dinanzi a noi?
    Tutto ciò che viene prima è una preparazione, pacata e lenta.
    Una serenità, iniziale, che, come il cielo, si carica di nubi pesanti.
    E sento una pioggia che rinfresca…
    Ma è solo un accumulo di energia.
    Che si scaglia con l’ultima parola “celare”.
    E’ questo contrasto che carica il mondo – fuori e dentro di noi – del peso della tempesta che non si può celare…
    E restiamo sotto l’acqua, ad ascoltare la tempesta, che dilaga fuori e dentro di noi.
    E ci scuote.
    E non ci possiamo nascondere…

    Un caro abbraccio,
    Piero

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