Non date ai bambini


Non date ai bambini
parole che sporcano i pensieri
non dategli giacche e cravatte
o bandane alla moda.

Regalate attimi 
Dettagli che con morbide dita
premano sul cuore
lasciando un’impronta.
©  Patrizia.M.
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3 risposte a “Non date ai bambini

  1. Eh, caro Amico…che lungo discorso sarebbe da fare…Quel che tu dici è vero, dovrebbe essere così e in parte, lo è. Ma non so ancora per quanto. Questi nostri bambini rimangono tali sempre per meno tempo. Gli stiamo rubando l’infanzia e le meravigliose possibilità che essa reca in sè. Gliela stiamo rubando sommergendoli di cose che li rendono simili, troppo simili a noi adulti e sempre nelle cose peggiori. Non abbiamo rispetto per la loro natura. Stiamo ipotecando gravemente il nostro futuro. A volte penso d’essere io ad essere eccessivamente pessimista e mi dico che no, non è così. Poi leggo opinioni di” esperti” che dicono le stesse cose che io osservo, sconvolta, nei bambini che mi passano davanti agli occhi ogni giorno. E spero ancora di sbagliarmi e che si sbaglino.
    Un grande abbraccio

    • Sono sicuro che non sei tu a sbagliare nel giudicare quello che vedi ogni giorno. Anche se non sono un esperto, lo so, perchè anche io vedo intorno a me comportamenti e modi di vivere che – ai grandi ed ai i piccini – stanno rubando la vita, il presente, il passato ed il futuro.
      E’ questo modo di vivere basato sul superfluo, sull’inutile, sul futile.
      Un oggetto, il mero possesso di un oggetto, diventa l’affermazione del successo. Il denaro. La griffe degli abiti.
      Ma resta una cosa, secondo me.
      Un oggetto, una banconota, una griffe, per quanto possano affermare, restano muti, ciechi e sordi.
      Lasciano i “padroni” soli.
      E la solitudine è il vero male di questo tempo.
      Solitudine. Puoi anche chiamarla aridità. O siccità dei cuori.
      Sarò un inguaribile romantico, o un idealista, ma penso che la solitudine nel cuore renda quella caverna fredda come un cimitero e trasformi in fantasmi quelle creature solitarie.

      Tu mi dirai, ma c’è una… “cura”?
      Sicuramente c’è.
      E’ l’istruzione, quella vera, quella che insegna la “saggezza”, quella che addita la “virtù” come meta da raggiungere, anzichè la ricchezza.
      E possiamo solo fare “gli untori”.
      Ma io posso farlo solo nel mio piccolo, con il mio giovanotto e… poi con chi altro?
      Tu, invece, anche se in modo diverso e con un’intensità che comprendo diversa, puoi “contagiarne” parecchi!
      E allora, dai, datti da fare, infettali tutti!
      Finchè non verrà l’igiene sanitaria a toglierti la licenza.

      Tu conosci certamente il libro “Fahrenheit 451”.
      Ecco, noi siamo quelli che tramandano un’eredità che sta pubblicamente diventando una colpa.
      Ma siamo degli “iniziati”.
      Lo facciamo consapevolmente.
      Perchè sappiamo che la “vita vera” è la causa alla quale ci siamo votati.
      Tremi tu, quando senti ululare una sirena? Pensi che stiano venendo a prenderti?
      Non ti preoccupare, sia che rispondi si, sia che rispondi no, è la stessa cosa.
      Ti stanno cercando.
      Per dirti: CONTINUA!
      Io sono solo il loro portavoce.

      Loro chi? Mi chiedi?
      Ma non lo vedi?
      I bambini!

  2. Eh, ai bambini… io collego i bambini al più bel sentimento che conosco, la meraviglia.
    Tutto nei bambini è meraviglia. Ogni scoperta, ogni attimo intenso di vita è meraviglia.
    Io penso che la meraviglia stia attaccata ad un gancio che sta alla fine di ogni pensiero, di ogni sguardo, di ogni gesto: quel gancio è il punto interrogativo, è la ricerca di ciò che viene dopo, di quello che c’è dietro ogni cosa.
    E attaccata a quel gancio ci sta la meraviglia, che è come lo zuccherino che si da ai cavalli, è il premio per aver osato porre una domanda, perchè ogni domanda destabilizza, rompe l’equilibrio precostituito e crea la possibilità di un nuovo mondo, di una nuova realtà, più soddisfacente di quello che si è osato lasciare andare…
    E la meraviglia sta veramente nelle cose che stanno attaccate a quel gancio.
    Perchè i mondi infiniti che stanno davanti a noi non li vediamo soltanto perchè abbiamo paura di noi stessi, abbiamo paura di perdere la sicurezza miserabile di ciò che abbiamo già accumulato.
    Eppure ogni bambino sa con certezza che davanti a lui stanno quei mondi infiniti, sa che con le sue domande può dare forma a quei mondi, può tastarli, assaggiarli, provarli… così, lui lo sa.
    Lo sa, ne ha la stessa certezza assoluta che lo rende sicuro di saper giocare il suo ruolo nel mondo che pure non conosce.
    Ogni bambino ha un desiderio sfrenato di imparare: imparare a muoversi, a parlare, a controllare il proprio corpo ed i propri pensieri…
    E la meraviglia è il premio per ogni conquista.
    Ecco perchè, amica mia, penso che quegli attimi che devono lasciare un’impronta eterna nei bambini, quei doni che tu chiami così, attimi, possiamo chiamarli ganci. Cioè punti interrogativi. Ovvero meraviglia. Così è certo che quell’impronta si imprima per sempre in un bambino.
    E come un marchio indelebile, impresso da quel sentimento meraviglioso chiamato “meraviglia”

    Un abbraccio,
    piero

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