Impressioni di settembre


Succede sempre in uno degli ultimi giorni di agosto.
Apri la finestra la mattina presto e tutto sembra uguale a ieri.
Il cielo pulito annuncia un’altra  giornata di sole, una delle tante.
 Ma nell’aria sfilacciata, ti coglie improvviso un odore diverso.
Non rieci a decifrarlo, non lo sai definire.
E’ un odore che si lega  ai ricordi di un’infanzia radicata dentro te, che va al di là delle cose concrete.
E quell’odore  ti annuncia che tra poco cambierà tutto e tu ritroverai altri ricordi, altre sensazioni che già conosci ma che non ti stanchi mai di rinnovare.
E’ quell’odore che ti carezza l’anima.

8 risposte a “Impressioni di settembre

  1. Eh, sì…ora tutto ricomincia. Ma Settembre e l’autunno e poi l’inverno, aiuteranno le anime in subbuglio, a sentire sempre la scia di quel profumo di libertà…Nei piccoli momenti, nelle sfumature, nei dettagli. in quel piccolo mondo personale e solo nostro. Aspettando di nuovo la primavera…
    Un abbraccione-one-one :-)).

  2. Certo che siete proprio bravi a mandarci queste belle immagini e parole.

  3. Patrizia ciao, bellissime parole per descrivere la fine dell’estate, ho condiviso questo post nel diario di fb, mi fa piacere farti conoscere dai miei amici.
    Un saluto affettuoso
    Lucia

  4. Bellissime parole in una melodia memorabile!
    Serena domenica dolce Pat !
    Un abbraccio fraterno
    Claudio

  5. E si, questa canzone è proprio giusta.
    Settembre porta le sue sensazioni speciali.
    Ricaricati, dopo quelle poche settimane di vita libera, o vita allo stato di natura (in senso lato, ma anche molto veritiero), per quello che persone come noi si possono permettere, rientriamo nei ranghi, nelle regole, nei ritmi, nella routine, nella quotidianità, nel tran tran… quanti modi abbiamo per chiamare la nostra vita regolata e ordinata…
    Ma settembre ha ancora l’odore della libertà, dell’erba tagliata, delle piogge che hanno rotto la calura estiva… si è l’odore della libertà che ancora si porta addosso settembre.
    Ma odora anche di quello che sta per accadere, di quello che è appena iniziato… le foglie hanno già le rughe; quest’anno, già ad agosto, sui viali vicino casa mia, le foglie dei platani avevano cominciato a diventare un mare arancio, sulle aiuole. Forse era prima del solito. Hanno rubato a settembre la primizia. Ma settembre sa farsi rispettare.

    In questi ultimi giorni di agosto appena passati, Roma era nervosa. Sporca, semivuota, fremeva, attendeva il passo frenetico del tempo. Mentre quello, invece, il tempo, se ne restava sospeso in una pausa d’agosto ormai monotona, piatta, annoiata.
    Sono stati sprazzi di sole e di vuoto, silenzio e lampi abbaglianti.
    Poi, a tratti, furioso il temporale, a rovesciare sulla città l’autunno con un impeto d’altre latitudini…
    La città era impreparata e si è lasciata cogliere così, indifesa, esposta, succube dei latrati che la pioggia portava con sè.
    Settembre che bussava alle sue porte (come dicono alcuni versi di Guccini)…
    Lei che esitava ad aprirgli la porta…

    Adesso settembre è arrivato.
    Oggi muore agosto.
    E, impettito, il giorno 1 del nuovo mese sta fermo, in attesa, all’orizzonte.
    Sguardi fiero.
    Ma consapevole delle esitazioni autunnali.
    L’uva si ferma a riflettere sul suo contributo alla meditazione.
    Odori, profumi, sfumature di colore, essenze leggere, nascoste dietro le foglie…
    I giorni scendono dal calendario come le foglie dagli alberi.
    Un acquazzone prima o poi ripulirà la strada.
    Il soffio del vento porta sollievo alle arsure agostane.
    Finalmente ritorna a gonfiarsi il fiume.
    I rami restano solitari a stendere le loro dita verso il cielo.
    Un angelo scenderà dalle nuvole candide che corrono in cielo a stringere quelle mani osannanti.
    Il gran concerto della vita sta riprendendo.
    Tra il primo ed il secondo atto di questo anno, si odono, in queste ore di passaggio, lontani sussurri, sospiri, che riempiono la lunga pausa dell’anno, note, accordi, melodie che vengono da un altra dimensione del tempo, quella dell’eterno, che corre in spazi incommensurabili, nei queli, come sanno i poeti, il cuore gode dei suoi momenti più felici.
    Settembre è questo.
    Come la PFM ci ha sempre cantato, a noi, che abbiamo avuto la gioia di poterla ascoltare per tempo…

    Un abbraccio, cara amica mia.
    Piero

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