Autodedica


 

Una delle poesie che amo di più.

 

Portami il girasole

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

(Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1925)

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6 risposte a “Autodedica

  1. Beh, in un certo senso sì…diciamo per la ritrovata serenità dopo un periodo un po’ così…Ma soprattutto perchè mi piace 🙂
    Ciao

  2. Ti sei autodedicata questa bellissima poesia per un qualche motivo preciso ? A parte il fatto che ti piace. Curiosa neh ? ciao bella

  3. Beh..magari fosse vero… se Montale avesse dedicato a me questa poesia…. Purtroppo sono solo io che me ne sono indebitamente appropriata, ma solo perchè mi piace così tanto e vorrei davvero essere così, come il girasole impazzito di luce. Non sono così, ma riesco ogni tanto a fare una capatina in quei mondi, e ci sto così bene…
    Ogni tanto bisogna farsi qualche bel regalo non trovi? E io mi sono regalata questa poesia… :-))
    Un abbraccione

  4. Concordo Osv, una delle più belle, forse, di Montale
    Ciao 🙂

  5. Vedi, lui, Montale, ti ha dedicato questi versi stupendi: cosa vuoi di più dalla vita?
    Ora che c’è il sole, lui si volta a guardarlo stupito forse di tanta bellezza.
    Ora che le nuvole si sono dissipate, forse il girasole impazzisce di luce.
    Il girasole.
    Tenero e possente al tempo stesso, stralunato, un pò tossico, fuori di testa, ma ben piantato in terra, con lo sguardo fisso nel centro del mondo…
    così lo vedo il girasole.
    Montale lo vive come un’esperienza che apre porte fantastiche che si aprono sul mondo dei poeti…
    Il bello di quei mondi, cara amica mia, è che ci piace esplorarli.
    Mondi pieni di colori in cui anche il pittore dei girasoli si è perduto.
    E forse lì potremo prenderci per mano tutti.
    Noi, che esploriamo a tentoni.
    E loro che ci parono le porte…
    E’ questo che ti ha regalato Montale.
    E’ questo che ti sei intestata.
    Potrei chiamarti… Modestina.
    Ma dato che ti voglio bene, ti abbraccio forte forte.
    E che il girasole torni a guardare fisso il sole.
    E’ così che ti vedo!

    Piero

  6. E’ veramente stupenda! Ciao. buona serata. Un abbraccio.

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