Ho fame di te


Il primo morso non mi ha saziato

Così mi specchio

tra i volti tuoi che non conosco

Di te ancora mi devo nutrire

cercando  il sapore di me

che ancora non so.

© Patrizia.M.

magrelli5

2 risposte a “Ho fame di te

  1. Grazie Piero, del tuo commento sempre esauriente e che va a leggere oltre, anche a quello che che consapevolmente scrivo. Parli di desiderio di vita ed è vero, quella vita che si vive ogni giorno e che in parte è quasi meccanica . Per questo cerchiamo sempre nuovi stimoli, che la rendano viva davvero, facendoci assorbire da quello che ci circonda e che ci tocca, sprofondando dentro di noi, nel nostro sentire in rapporto alla vita stessa che ci circonda. Che vediamo e sentiamo nelle piccole e grandi cose.
    Qui pensavo alla poesia, è di lei che ho fame e che cos’è in fondo la poesia se non voglia di vita, colta nelle lacrime, nei sorrisi, nelle emozioni, nei pensieri…
    Un abbraccio 😉

  2. Cara Patrizia,
    è il sapore, la fame, la primavera, il desiderio, la voglia…
    E’ una poesia del corpo, una poesia fisica, poesia passionale.
    E’ molto bella.
    Molto diretta.
    Ma qui parlo di una fisicità non individuale, non personale, non esclusiva.
    Sarebbe una porta che si apre su un mondo erotico che è un’altra cosa.
    La tua è la fisicità della vita intera, è la fame di “te” e di “me” che è ingordigia di vita in senso assoluto.
    Scoprire il senso di quello che siamo nella nostra interconnessione con il fiume che scorre…
    Ecco, siamo acqua, carne, fiume che entra in un mare infinito…
    C’è qualcosa di sensuale nel fiume che penetra nel mare, la spinta primordiale che porta il seme della vita e ingravida l’acqua, la terra, l’aria…
    E’ il fuoco perenne che tiene caldi i corpi, che dona la fame insaziabile del corpo, che tiene acceso il desiderio…
    E chi l’ha detto che il desiderio si soddisfa in un letto?
    Non è forse proprio lì che la fame diventa insaziabile?
    Perchè è nel letto, che può essere il letto del fiume, o il fondo infinito del mare, o il ventre della terra, ma è sempre in un letto che s’impara che la fame non si sazia, se è fame di vita.

    Un bacio,
    Piero

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