Mormora il fiume


 

Ritemprato dalla lunga attesa
inalbera le voci
vessilli di luce.

Sugli argini d’erba nuova
come lenzuola d’antica memoria,
stanno le anime

ad asciugare al sole.

© Patrizia.M.

21082010(002)

3 risposte a “Mormora il fiume

  1. Grazie Osv, Tanti auguri di una serena Pasqua anche a te
    Per il resto, fai pure, sai che è un onore per me.
    Un abbraccio

  2. Ciao, Pat. Per me che amo il fiume alla follia sin da quando, ragazzo, andavo a pescare a mani nude nella “fiumara” della mia prima vita, questa poesia è speciale e magica.
    Posso ritenermi ancora autorizzato a riprendere l’attività del mio blog dedicato e trascurato in questi ultimi tempo per cause varie? Spero di sì ma attendo riscontro per farlo.
    Auguri per le festività pasquali ed un amicale abbraccio. Osv

  3. Cara Patrizia,
    Anche tu hai ascoltato la voce del fiume.
    Io, ormai, non posso farne a meno, è diventato come un amico fedele.
    Passeggia al mio fianco, quando esco per strada, come un cagnolino, quasi.
    Passo spesso, ormai, davanti agli argini del Tevere, come per dargli una carezza sul collo, così, quasi senza pensarci…
    E lui si fa coccolare, docile e mansueto…

    Anche tu hai sentito come sono affilati i suoi denti.
    Non li ha stretti e non ti sei fatta male.
    Ma hanno lasciato quel piccolo segno sulla pelle che va via solo piano piano.
    Lo hai sentito pieno di energia, risvegliarsi a primavera, come un cucciolo giocoso e irrequieto…
    L’hai visto farsi alto e forte, hai visto il suo oggi e il suo domani, l’hai visto farsi pennone per innalzare vessilli, farsi orecchio per ascoltare voci, farsi gola, per latrare voci…

    Il fiume è come un super-robot, un trasformer.
    Tra le mani, con le parole, si modifica, prende forme…
    Ora è un viandante, un viaggiatore, un pellegrino, un avventuriero, un cantastorie, un poeta, un giovane innamorato.
    Sulle sue rive si svolgono storie.
    Anche tu conosci alcune di quelle storie.
    Le anime stanno distese sulla riva e piano le raccontano e tu stai lì, dolcemente, ad ascoltare.
    Non sono sempre storie d’amore.
    Il lenzuolo prende i colori del sangue, che può essere sangue d’amore violato, di morte, o d’innocenza perduta.
    Prende il candido colore dell’innocenza o quello sfuggente del cielo nel quale si rincorrono le nubi impazzite…
    Il vento è un amante imprevedibile.
    Scopre le carte, denuda la verità che c’è nell’acqua, accarezza la superficie che scorre la dietro, così delicatamente che si sente la fremere la primavera…

    E’ un miracolo, il fiume, Patrizia.
    Ascolarlo.

    Un abbraccio,
    Piero

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