Ode al cane (Pablo Neruda)


Non ho mai scritto nulla su di loro, sui miei cani.
Ne ho avuti tre e sto meditando di prenderne un altro.
Credo che i prossimi scritti saranno su di loro: un piccolo omaggio a tre amici veri con cui ho trascorso parte della vita. 

Inizio allora con questa poesia che mi piace tanto.

Ode al cane

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perche’
non so, non posso dir nulla.

In campo aperto andiamo
uomo e cane.

Brillano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.

Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
È la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio li’ mi chiese
con i suoi due occhi,
perche’ e’ giorno, perche’ verra’ la notte,
perche’ la primavera
non porto’ nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E cosi’ m’interroga
il cane
e io non rispondo.

Andiamo
uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unita’ fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perche’ non esiste l’uccello nascosto,
ne’ il fiore segreto,
ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi
un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicita’
d’essere cane e d’essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.

caneuomo

 

5 risposte a “Ode al cane (Pablo Neruda)

  1. Caro Piero, tre cani li ho avuti nel corso della vita, non tutti e tre insieme, sarebbe stato forse troppo, anche se non nego che mi piacerebbe. Non sono d’accordo con tutto quel che dici, ma certo, ognuno ha la sua personale idea in proposito. Sono d’accordo che un cane non è un giocattolo e prima di decidere se prenderne uno, è necessario pensarci bene. Un cane ha bisogno d’amore e di compagnia, non gli piace stare solo.. E’ necessario rendersi conto che ha bisogno di movimento e quindi lo si dovrà portare fuori tutti i giorni e non solo per fare pipì e via…Ha bisogno, di essere curato quando s’ammala,, di essere trattato come essere vivente degno di rispetto ed attenzioni. Da anni ormai non ne ho preso più proprio perchè non ero sicura di potergli assicurare tutto questo. Ora forse potrei, ma ci sto ancora pensando.
    Anch’io non sopporto quei poveri cani trattati come personcine. L’umanizzazione del cane è un errore, fatto spesso per troppo amore, ma un errore. Il cane è un animale con le sue peculiarità, caratteristiche ed esigenze che vanno conosciute e rispettate. Per questo io non incoraggio mai quando sento qualcuno che vuole prendersi il cane e percepisco che è un desiderio non ponderato. Anzi…spesso tendo a dissuadere. Meglio un cane non preso che uno non trattato nel modo adeguato o peggio ancora abbandonato dopo il primo periodo di facile entusiasmo. Ho un esempio davanti agli occhi tutti i giorni: un cane preso per capriccio e che ora vive praticamente da solo tutto il giorno in un metro quadro di gIardino, senza mai una carezza, senza mai una passeggiata. Il cane dagli occhi tristi, io lo chiamo così, perchè nel suo sguardo leggi solo tristezza.
    Un abbraccio

  2. Buona settimana anche a voi, Claudio e Paola e grazie per la vostra visita
    :-))
    Ciao!

  3. Bellissima poesia.
    Bellissima davvero.
    Io non amo molto gli animali domestici, ma la poesia è bellissima.
    Non li amo, nel senso che trovo un pò una cattiveria addomesticare bestie nate per la vita libera delle bestie.
    “Socializzarli”, nel senso di immetterli in società lo trovo un pò malvagio…
    Ma so che è amore quello che muove le persone, come te, nel tenere cani e gatti dentro casa…
    Mi pare che tu hai anche un giardino, e questo è già meglio, anzi bene, se il giardino è anche grandicello…
    Ma se hai tre cani, vuol, dire che il giardino è bello grande e loro non stanno mai da soli.
    E così tu li ami per il verso giusto.
    Io penso a quei poveri cagnolini, o, peggio ai gatti, casalinghizzati…. costretti alla solitudine tutto il giorno … a trattenersi i bisogni …
    e’ questa che trovo una forma di cattiveria.

    Un abbraccio,
    Piero

  4. Neruda: si legge sempre con piacere!
    Cari saluti, buona settimana

  5. Buon inizio di settimana carissima Pat!
    Un saluto dal mio cuore 🙂
    Ciaooo,
    Claudio

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