Radici


Ho radici immerse
nel dolore di un mare
troppo lontano.
S’avvolgono al rumore dei carri
alle masserizie accatastate in umida precarietà
ai silenziosi addii dal ponte di una nave.
Esuli senza terra
i ricordi tinti di sangue e lacrime
si fissano
nello strazio di un abbandono.
 © Patrizia.M.
 

5 risposte a “Radici

  1. Pingback: Il mio angolo

  2. Sto pensando ad un piccolo progetto con mio padre, vediamo se ne esce qualcosa e nel caso,potremmo farne qualcosa come tu proponi.
    Grazie
    Ciao Piero.

  3. Lo so, amica mia, che le hai vissute attraverso i racconti dei tuoi; tuo padre, mi precisi qui. Ne avevamo parlato anche un’altra volta, forse un anno fa…
    Lo so, lasciano i segni quei racconti, hanno dato forma al tuo essere, alla tua vita alle tue idee, alla tua anima…
    A me… è mia madre che ha la capacità di raccontare; quando ero bambino mi raccontava tante cose, tante storie… e mi piaceva starla a sentire.
    Chissà, forse adesso mi piace raccontare … per imitazione… non lo so. Anche se non sono un narratore a voce alta; ma che importa?

    Mi sto accorgendo, con il passare del tempo, che siamo fatti in un certo modo, nel modo così come siamo, perchè siamo fatti della nostra vita.
    La nostra vita non è soltanto i giorni che abbiamo vissuto noi, ma anche quelli di chi è venuto prima di noi, di chi ha tracciato la strada su cui oggi noi possiamo camminare.
    Siamo tutto questo, tu con la tua storia della memoria di tuo padre… mi piacerebbe se un giorno me la scrivessi con più dettagli, magari se me la mandassi via posta elettronica. Mi piacerebbe farne un post comune, mio e tuo.
    Io sono fatto delle storie di mia madre, dei suoi racconti… e anche dei silenziosi viaggi ad occhi aperti di mio padre, lungo le pianure scottate dal sole, delle campagne di ulivi e tabacco…more, rovi e pietre…
    Se mischiassimo insieme questi ingredienti, in un nostro post comune potrebbe venire fuori una buona pietanza…

    In quella canzone di Fossati c’è l’odore di queste cose.
    Anche se la storia che racconta si svolge in una “location” diversa dalle nostre… non ti pare che abbia lo stesso profumo della nostra … pietanza?

    Un abbraccio,
    Piero

  4. Grazie del regalo Piero 🙂
    E’ vero, in parte c’è la mia vita dentro le parole. Quelle vicende non le ho vissute direttamente, ma in un certo senso, attraverso il racconto di mio padre, attraverso la sua vita, sono diventate parte anche di me. La sua vita ha lasciato un segno su di me, come fa l’acqua del mare, che anche quando asciuga, lascia un velo bianco sulla pelle e un sapore di sale sulle labbra.

  5. Che posso scrivere, qui, mia cara Patrizia?
    So che c’è la vita tua, qui dentro.
    Il tuo sangue e la tua carne stanno dentro questi versi.
    Parlano loro.
    Io ti regalo solo una canzone… è solo una lontana emozione, neanche perfettamente a tono… ma a modo mio mi pare giusta… ha lo stesso sapore di quella nostalgia che c’è nelle tue parole…

    Un abbraccio,
    Piero

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