Uomo


Cerchiamo sempre i santi 
e gli occhi limpidi 
e le mani bianche
 
ma dimentichiamo
che una sola purezza ci è concessa
 
quella dell’acqua
se non immergiamo le mani
 
quella del cielo 
se non allunghiamo il passo.
 
Nemmeno Cristo
se uomo si fece,
potè di più.
© Patrizia.M.
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4 risposte a “Uomo

  1. E’ vero, l’uomo cerca sempre il meglio, a volte lo cerca troppo. S’illude di trovare la perfezione: Ma la perfezione non fa parte della nostra natura. eppure quante volte la esigiamo, negli altri però…sempre negli altri…
    Ciao Lucia, un caro abbraccio.

  2. Non so dirti Piero, il perchè di queste parole. Tutto è nato da riflessioni nate banalmente da articoli e giudizi letti in questi giorni su Rita Levi Montalcini.
    Un evento che ha fatto da input. Queste riflessioni erano diverse da quelle che tu, sempre positivo come credo sia la tua natura, mi hai regalato. E va benissimo, la tua positività mi induce a riflessioni d’altro tipo che completano una visione parziale della vita, Diciamo che tu riesci a farmi vedere la luce, dove io vedo solo il buio. 🙂
    Abbraccio

  3. Cara Patrizia,
    ho riletto più e più volte questa poesia.
    Tu di solito sei abbastanza … materica, insomma, le parole che usi hanno il sano profumo delle cose reali, della materia, che non è solo inerte gravame, ma, anzi, come tu spesso hai fatto, può emanare energie dalle profondità dell’anima.

    In questa poesia, invece, guardi dietro quella materia, esplori, mi sembra, un mondo … d’antimateria…
    Parli della contaminazione che è peccato originale dell’uomo, dici che solo l’acqua in cui non bagnammo le mani conserva la purezza originaria, quella del cielo ci è riservata solo se attraversiamo di corsa i giorni nostri e ci sbrighiamo ad aprire la posta che un dio lontano ed incerto ci ha mandato lassù.
    Neanche il Cristo è certo e neanche le suo volontà possono sottrarci a questa nostra natura che ci rende la bellezza della sporcizia sulle mani.
    Perchè, vedi, trovo bellissima la foto che hai aggiunto per dare il sostegno di un’immagine ai tuoi versi.
    Mani sporche di fatica, di lavoro, di terra, di vita…
    Perchè questo è la nostra impudica natura.
    Nasciamo nudi, perchè il corpo si sporchi, si ricordi in ogni istante che la sua inspiegabile chimica lo rende unico e vivo ma sempre parte della natura da cui non può separarsi, foglia di un immenso albero, goccia di un infinito mare, molecola di universo eterno nella cui eternità si manifesta per un istante infinitesimo l’esistenza di ciascuno di noi…

    Non sono temi tipici tuoi.
    Domande di questo genere me le sono poste tante volte io, nei miei scritterelli.
    Mi viene da chiederti – oltre che dirti che mi piace molto ritrovarti a scandagliare queste insondabilità – cosa succede: l’orizzonte del tuo giardino si è aperto improvvisamente, come se un steccato si fosse aperto, o come se, come l’unicorno, tu avessi scartato di lato e saltato una staccionata …
    Nei pascoli verdi brucheremo insieme, mi piace.
    C’è tanto spazio, lì, ed erbe saporite, profumi inebriati…
    Cose, comunque, che tu hai trovato già nel tuo giardino e le hai coltivate molto bene…

    Un bacione,
    Piero

  4. E’ nella natura dell’uomo cercare il meglio, i santi, come giustamente hai scritto in questi versi, difficile sapere dove si nascondono, le apparenze ingannano.
    Un saluto affettuoso
    Lucia

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