Deja vu


Il vecchio soldato
disegnava l’odore di casa

il giovane guerriero
scriveva poesie per occhi lontani

sopra gli umani sogni
rimase il fetore

di tristi albe
gocciolanti pianto.

© Patrizia.M

 

angelo-e-demonio

6 risposte a “Deja vu

  1. Vedi Piero, quanto è diversa l’interpretazione di chi legge delle parole e quanti pensieri esse fanno nascere, non per merito di chi le scrive, ma per una loro intrinseca magia (possiamo definirla così?:::) Noi le raccogliamo, le mettiamo in un certo ordine, così, come ci viene istintivo fare, ma non le imbrigliamo, perchè loro acquistano altra vita, intraprendono altre strade….sono libere…
    Scusa la divagazione, ma questo è un aspetto della scrittura che mi affascina molto.
    Sul nocciolo di ciò che dici, mi trovi d’accordo: niente, nessuna rivoluzione, nessuna conquista umana è mai avvenuta in assenza di violenza, anche solo come conseguenza, se non come forza scatenante. Per questo credo non sia possibile per l’uomo uscire da questo circolo vizioso,
    Guerre nobili, guerre sante non ce ne sono, non si può girare intorno a questo fatto. Emiliana chiede cosa vale di più…la risposta è semplice e la conosciamo tutti. Ma non è sufficiente conoscere qualcosa per agire nel giusto modo… Se bastasse questo, il nostro pianeta dovrebbe essere un Eden e noi, esseri perfetti. Non è così…
    P.S. Perchè questo dubbio d’esser stato polemico? Non l’ho colto…
    Qui c’è libertò di pensiero e di parola nei limiti del rispetto. Non credo che tu ti debba preoccupare di questo, assolutamente! :-))
    Un abbraccione

  2. Il commento di Emiliana mi fa venire in mente, chissà perchè, oltre agli anni belli in cui… si credeva che i cannoni dovessero essere caricati solo di fiori, anche il buon vecchio … giacobino Rousseau ed i suoi valenti amici illuministi.
    Lo dico con simpatia per i Lumi e per l’epoca che rischiararono.
    Purtroppo, però, non posso evitare di guardare anche all’orrore delle ghigliottine che, in un furore parossistico, inondarono di sangue le piazze appena rischiarate.
    Penso, allora che Ghandi, il Mahatma, avesse avuto più … Ragione nel perseguire i suoi obiettivi grandi con i mezzi ancora più grandi del pacifismo e della non-violenza.
    Il mio “pantheon”, passanfìdo, poi per qualche John Lennon e qualche Bob Dylan, più o meno finisce qui.
    Però non posso evitare di vedere che anche Ghandi ebbe grossi problemi e contestazioni, che le sue scelte portarono comunque ad un bagno di sangue e ad una guerra (più o meno) di religione (il Pakistan sta ancora lì a contare e piangere vendicativamente i suoi martiri).
    Nè riesco ad evitare di vedere che dietro le sconfinate praterie di Bob Dylan c’erano i soldati con gli occhi azzurri che sterminarono i Nativi e che Lennon ed i suoi sogni di pace furono figli dell’impero inglese che, oltre con il faro della civiltà parlamentare, rischiarò il pianeta con i bagliori dei cannoni delle sue galee.
    (commento scritto con affetto, Pat. Nessuna vena polemica, nessuna recriminazione. Quello che dice Emiliana lo scriverei anche io. A quello aggiungo – come aggiungerei in un mio pensiero – le cose scritte qui sopra).
    Un abbraccione,
    Piero

  3. immagino, Pat, che l’odore di guerra che si sente in giro in questi giorni, abbia ispirato i tuoi sentimenti.
    è terribile quello che si sente e si vede, fra soldati bambini, bambini contro i soldati, ragazzi contro poliziotti, poliziotti contro i ragazzi…
    brutti giorni, questi.

    parli di tristi albe, nostalgie, ansie, fetore, di morte, pianto, soldati….
    ti regalo una canzone, che ha i tuoi stessi sentimenti….

    Un abbraccio,
    Piero

    • Sì in effetti questa immagine ispira anche me qualcos’altro. Ma l’eterna lotta tra il Bene ed il Male (che a mio avviso è giornaliera e molto più sotterranea di quella che appare dai radiogiornali) tradisce con questi eventi tutti i suoi effetti nefasti. La guerra principalmente. Dove il vecchio soldato viene preso dalla nostalgia di casa e il giovane guerriero con le mani insanguinate eleva questo sangue verso ideali più alti, ma entrambi si tradiscono, perchè lo Stato li usa, li costringe ad un compromesso assurdo, uccidere per difendere. Cosa si difende ? Si difende la proprietà, i confini, le risorse. E si sacrificano per questo delle vite umane. Cosa conta di più ? Cosa vale di meno ?

  4. Bellissima!!! Questa foto ce l’ho anch’io nel mio archivio ma con un’altra allegoria.
    Ciao, buona serata.

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