Ricordando Alda


I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,         

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

 

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

 

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

 (Alda Merini -“Destinati a morire”)

 

7 risposte a “Ricordando Alda

  1. Un ricordo sentito!
    Grazie Pat
    Cla

  2. Una vita come la sua, piena di ingiustizia, di emarginazione, di sofferenza, di prepotenza degli uomini, della famiglia, della società, avrebbe giustificato la rabbia, la vendetta, il rancore…
    E invece non si trova una sola parola di male tra quelle di Alda Merini.
    Forse ne aveva provato troppo sulla propria pelle per farne ancora a qualcuno, di quel male…grazie all’amica Patrizia per questo bellissimo apporto, ma grazie anche a Pierperrone per il suo commento veramente azzeccato. Poco tempo fa ho letto un articolo molto interessante sulla parte maschile e femminile delle donne. Ci sono donne che nascono per essere totalmente donne come Alda Merini e che curano la loro parte materna e dolce, e mitigano il mondo con la loro soave presenza ed il loro amore, e ci sono donne che pur avendo una vita difficile come la sua scelgono di essere “guerriere” e lottatrici, perchè devono invece allenare quella che è la loro parte più prettamente maschile. un caro saluto ad entrambi. Emy

    • Sai Emi, credo che Alda sia stata entrambe queste figure che tu ben delinei. Alda è stata “guerriera”, una guerriera senza armi e senza vendette, ma con l’arma della parola con cui ha cercato, secondo me, di far comprendere anche a chi le aveva fatto del male, a questo mondo, che mai aveva compreso e forse mai comprenderà. Un poeta ha solo la parola per combattere…la parola e la sua anima.
      Un abbraccio

      • “Ecco, proprio questo mi ha colpito, quell’amore per la vita, per il corpo, per la normalità delle cose di ogni giorno che Alda Merini metteva nelle parole…”
        Credo sia una delle definizioni più belle che ho letto su di lei. Secondo me Alda era proprio questo.
        Grazie Piero…

  3. Non sapevo che fosse morta il 1 novembre, solo 3 anni fa.
    Ho conosciuto la Merini da un libro autobiografico che raccontava la sua vita.
    Una storia incredibile di dolore e di amore, una vitalità incredibile, una resistenza che ha voluto cedere al manicomio, ai farmaci, alle mille torture della reclusione forzata…
    Mi ricordava quel film di tanti anni fa, con Jack NIcholson, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.
    Un film che ho rivisto poco tempo fa in televisione. Straordinario.
    E il racconto della vita della Merini aveva la stessa forza straordinaria. E forse di più, perchè era una storia vissuta in prima persona, raccontata con una dolcezza che metteva a disagio.
    Ecco, proprio questo mi ha colpito, quell’amore per la vita, per il corpo, per la normalità delle cose di ogni giorno che Alda Merini metteva nelle parole. Una vita come la sua, piena di ingiustizia, di emarginazione, di sofferenza, di prepotenza degli uomini, della famiglia, della società, avrebbe giustificato la rabbia, la vendetta, il rancore…
    E invece non si trova una sola parola di male tra quelle di Alda Merini.
    Forse ne aveva provato troppo sulla propria pelle per farne ancora a qualcuno, di quel male…

    Grazie Patrizietta, per il ricordo.
    Piero

  4. Grazie, Pat, per questo ricordo della grande amatissima Signora dei Navigli.

    Non potevo non farlo, amo Alda…E’ stata per me un’amica, attraverso i suoi versi. Mi sarebbe tanto piaciuto conoscerla, poterle parlare di persona, chiederle tante cose…
    Ciao 🙂

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