Un altro addio…


Se n’è andato un altro poeta, se n’è andata un’altra voce dell’anima…e ora…ascoltiamo il vento…

Mi fermo un momento a guardare

(Roberto Roversi)

Non correre. Fermati. E guarda.

Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

7 risposte a “Un altro addio…

  1. Complimenti sinceri per questo concerto di versi che elevano l’Anima al cielo!. E’ uno spazio d’Anima incantevole perchè parla con il cuore.Un cordiale saluto
    Claudio

  2. Quando qualcuno se ne va è sempre una grave mancanza. Quella di un poeta si avverte per aver allietato, con le sue letture, innumerevoli persone.
    Un sorriso per la serata.
    ^___^

  3. vedi? allora non sono io il solo a dire sciocchezze! sono in ottima compagnia!
    Ma in compagnia si sta sempre meglio, non credi?

    Un abbraccio,
    Piero

  4. Ciao Fino, che bella sorpresa! E’ vero non ci sentiamo da un po’. Come stai? Spero che tutto vada bene. Mi piacerebbe leggerti ancora da qualche parte. Hai qualche nuova “casa”?
    Un caro saluto anche a te, spero di risentirti ancora.
    Ciao

  5. Grazie Piero per questo regalo, non l’avevo mai ascoltato, attualissimo ed in un certo senso inquietante, non credi?
    Ti lascio in cambio questa frase di Padre Maria Turoldo che ben riassume quello che tu stesso mi hai scritto”…
    “… E se resta anche legato ad un oggi che, seppure scritto più di 35 anni fa, è sempre tale e quale, anche se è brutto e non ci piace vederlo, vuol dire che chi lo ha scritto ha avuto la fortuna di saper pre-vedere, di saper vedere anche il futuro, di essere un profeta, un oracolo, un veggente… come solo i veri artisti possono essere, quelli veri, quelli fortunati perchè sono abitati dalla musa…”

    “Per sapere di che cosa il mondo patisce bisogna interrogare i poeti: sono i poeti le antenne tese al mondo, giorno e notte”

    Ecco perchè ho sempre “invidiato questa capacità che anche Roversi aveva.
    Anch’io lo conosco solo come autore di testi famosi di Dalla. Non sapevo fosse un poeta nel senso più ampio del termine e ho cerato solo ora, incuriosita da alcuni articoli letti in questi giorni. Mi sono documentata e tra le poesie che ho letto mi è piaciuta particolarmente questa che ho voluto condividere.
    Un abbraccio 🙂

  6. Patrizia, è un po’ che non ci sentiamo. Un caro saluto

  7. Sai, alle volte ci vuole fortuna.
    In tutti i sensi, dall’avere un animo poetico, da avere l’estro poetico, da avere la musa poetica…
    Ci vuole fortuna a vivere, ad avere una coscienza, a sapersi lasciar andare al proprio essere…
    Credo che Roversi, che comunque, ti confesso, conosco poco, amasse stare a sentire, a guardare, a respirare il mondo… ed aveva la fortuna anche di provare piacere a raccontare quel mondo, che voleva più giusto e migliore.
    Ma la fortuna ci vuole anche a commentare una morte, no?
    Perchè una morte è sempre, questo pensiamo, qualcosa che scompare,che si perde, che non ritorna, che ci lascia per sempre…
    Ma per quelli che sono stati fortunati come Roversi, la fortuna vuole che c’è sempre qualcosa che rimane, che non ci può lasciare, che non se ne vuole andare…
    E se quel qualcosa è anche qualcosa che ha il volto e la voce immortale di Lucio Dalla, allora, va meglio.
    E se resta anche legato ad un oggi che, seppure scritto più di 35 anni fa, è sempre tale e quale, anche se è brutto e non ci piace vederlo, vuol dire che chi lo ha scritto ha avuto la fortuna di saper pre-vedere, di saper vedere anche il futuro, di essere un profeta, un oracolo, un veggente… come solo i veri artisti possono essere, quelli veri, quelli fortunati perchè sono abitati dalla musa…
    Ecco, e poi ci vuole la fortuna che, nel commentare una morte, uno come me, che neanche conosce bene il Roversi che se ne va, ecco, uno come me, trova il pezzo che ti regalo…

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