Acqua


S’è assopita
la voce rauca del sole
e la terra  geme
in brividi di piacere

Ogni pelle beve
tra un sospiro e un sì,
accarezza e bacia
gli umidi aromi
nelle pieghe nascoste
di questa frigida estate.

© Patrizia.M.

11 risposte a “Acqua

  1. Pingback: Tramonto | Il mio angolo

  2. Bellissima Poesia! Grazie Girasole!
    Molto belli anche i commenti. Felice giorno a tutti!
    Nives

  3. Ringrazio tutti voi che vi siete fermati a leggere e avete lasciato un segno del vostro passaggio. L’attenzione di chi si ferma a leggere è sempre un dono per chi come me, tenta di esprimersi scrivendo, di suscitare qualcosa con le parole. Grazie davvero di cuore…

  4. Condivido in pieno la lettura che ha fatto Piero, anch’io ho avvertito in questi versi una carica sensuale sottile e al di fuori della morale comune! 🙂
    Un saluto affettuoso

  5. Ciao Omonima, di nome e come iniziale cognome 🙂
    Ho letto diverse poesie qui nel tuo blog e mi complimento con te per come sai trasmettere sensazioni ed emozioni con le tue parole.
    Ciao, Patrizia

  6. Parole ispirate che ispirano.
    Un sorriso per la serata.
    ^___^

  7. Versi che rispecchiano la realtà del momento in cui la prima pioggia, così desiderata , ha ridato vita alla terra e alla natura riarse dal sole estivo. Bellissima immagine ! Ciao cara, spero tu stia bene..un abbraccio.

  8. Ma sai che non avevo mai pensato a così grande connubio?
    Splendidi versi, limpida immagine poetica.
    Ciao
    maria Rosaria

  9. Niente paura Piero, non sei stato nè offensivo, nè eccessivo. E perchè mai? Anzi, hai colto perfettamente il senso di questi versi, compresa l’espressione “frigida estate”.
    Quella prima pioggia copiosa, fresca…la guardavo cadere sulla terra ancora nuda e arida del mio giardino che la beveva avidamente; vedevo le crepe ricomporsi lentamente, sentivo il suono del vento e dell’acqua che batteva sul terreno. Tutto era naturale ed armonioso e questo stato d’animo mi ha fatto pensare ad un atto d’amore anche fisico. Così sono nate le parole.
    Sono stata in dubbio se pubblicarla o meno, non perchè io abbia remore moralistiche ma perchè temevo d’essere fraintesa. Poi mi sono detta che la poesia non deve avere mai limiti, di nessun genere e quindi…eccola qui.
    Io ringrazio te per averla letta e sentita così come doveva essere, in modo naturale e limpido.
    Un grande abbraccio 🙂

  10. Eh, l’acqua che disseta la terra, come la racconti tu, è brivido e amore, sospiri e carezze e baci!
    Non ti avevo ancora sentita così fisicamente coinvolta in una prova poetica.
    Lo sai, te l’ho detto altre volte, le tue poesie hanno la concreta materialità delle cose. Le tue parole, le tue immagini sanno essere vere, sanno farsi sensazione fisica, sembra di poter toccare, sentire con le dita, con la pelle, le cose che descrivi, gli attimi che racconti, che vivi con i tuoi versi, diventano vita pura che si condensa nel nome che dai agli oggetti, ai colori, alla percezione.
    E questa volta, questa … fisicità si fa atto d’amore, possesso, amplesso.
    Quell’acqua che fa gemere di piacere la terra secca richiama la sete d’amore che gli amanti possono saziare l’un l’altro solo attraverso il dono reciproco e assoluto dei corpi.
    Il sì della terra all’acqua, o dell’acqua alla terra – chissà chi è l’amante e chi l’amata – è il sospirato si che spegne l’ardore di un desiderio caldo come l’estate.
    Pare di trovarsi davanti a quei corpi che si amano, nel leggere degli umidi aromi nascosti nelle pieghe intime di questa frigida estate.
    Quella frigidità ha il significato di un desiderio che non si riesce ad appagare, dell’attesa del momento culminante, definitivo, in cui si possa scatenare il brivido a lungo represso sotto la pelle della terra bruciata dalle fiamme del sole.

    Scusami, non voglio offenderti. Forse sono stato un pò … eccessivo.
    Ma quest’immagine d’orgasmo provocato da questa prima pioggia che spegne l’estate di fuoco che abbiamo vissuto la trovo meravigliosa. Fisica, come sai essere nelle tue poesie. E con una fisicità da ninfa, se mi permetti il termine, sfrontata e al tempo stesso pura e naturale.
    L’unione fra la terra e l’acqua (come quella fra il cielo e la terra, d’altronde) è una di quelle che riempie le mitologie dei popoli più antichi.
    E’ un’unione senza colpa, senza peccato.
    La colpa, il peccato, sono il risultato della coscienza umana che si sottopone al giudizio divino: non è necessario questo atto di sottomissione. Per noi cristiani (nel senso culturale, non religioso) questa soggezione è diventata praticamente naturale, tanto che pervade il senso del pudore, della morale e dei sentimenti.
    Ma … come si fa a non restare ammaliati ascoltando i sospiri di piacere della terra baciata dall’acqua?
    Le tue parole, questa volta … sono davvero malandrine!
    😉
    Un bacio, Pat!
    Piero

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