Acquerello


Questo cielo di maggio
con gli occhi socchiusi
serba solo un’intenzione,
si smarrisce in un accenno

Assorto nel fragile azzurro
mi guarda passare
e mi confonde
coi primi ciuffi di papaveri

stinti,
nel suo sguardo sbagliato .

© Patrizia.M.

10 risposte a “Acquerello

  1. Cara Patrizia, questo cielo di maggio per me quest’anno ha un colore indefinito, sfumato, stinto direi, forse rispecchia il mio stato d’animo, tu lo hai desritto con la solita maestria!
    Buona domenica
    Lucia

  2. Quanto mi piace: è davvero un acquerello fatto di piccole e delicatissime pennellate… complimenti alla “pittrice”…..il mio abbraccio

  3. Quindi, tu sei Pel di Carota!
    Ecco, allora hai confessato.
    Una Pippi Calzelunghe con le treccine arrotolate, rosso arancione!
    E magari hai anche lentiggini e i dentoni!
    E porti anche le calze lunghe lunghe tutte colorate?

    Penserai che sono ammattito tutto insieme.
    Si,li vedo i punti interrogativi stampati sotto gli occhi, sulla punta del naso!

    Ma no.
    Tu, lo hai scritto tu, che questo cielo di maggio, con gli occhi socchiusi, smarrito, confonde i papaveri rossi con quella piccola bambina che passa sul sentiero fra i campi.
    Eri una bambina, e ancora lo sei ancora, e lo sarai per sempre, per il cielo, per quel cielo, che conosce lo scorrere immutevole delle eternità.
    Certo, la sue veneranda età gli ha un pò accorciato la vista, e le grandi distanze, che devono essere coperte dai raggi di telescopi potenti, non lo agevolano certo, e con gli occhi strabuzzati si gode questo spettacolo così dolce, che si svolge ai suoi piedi, fra ciuffi d’erba solo abbozzata, passetti incerti, corse sfrenate, voli di rondini, profumi di fiori e l’infnita, immensa rotondità azzurra del cielo.
    L’aria, in questi giorni è un cristallo dorato, il soffio del vento è lieve come la carezza di una farfalla, o la stessa carezza delle mani materne che hanno lasciato il loro sollievo qualche giorno fa sul volto di queste pagine … o nei tuoi occhi, o, nel profondo del tuo cuore…

    C’è solo una parola che mi permetto di non condividere, in questi tuoi versi, e quindi … te la contrasto.
    L’ultima che hai adoperato.
    “Sbagliato”. E’ questa la parola.
    Sbagliato, è il mio giudizio/pensiero.
    Sbagliato, dirai tu, che io giudichi. Ma lo faccio con affetto e senza nessuna prepotenza, senza neanche pensare di volerti far cambiare idea. E anzi resterei di sasso se la cambiassi.
    I tuoi versi sono perfetti perchè sono i tuoi, ti disegnano e ti appartengono. In tutto.

    Ma, io penso che il cielo non ha nulla di sbagliato. E quindi il suo sguardo non può essere sbagliato.
    Forse non è come tu lo vorresti.
    Forse quello sguuardo sbagliato sta solo lì a dire che il tuo cuore batte per lui, per quel cielo, come fosse il principe azzurro, il desiderio più alto, più puro, più perfetto.
    Ma quello, il cielo, è egoista, come i bambini.
    Innocente, senza colpa, senza peccato, senza errori e senza sbagli.
    Lui è.
    E ciò gli basta.
    Noi, noi esseri umani, abbiamo bisognmo di essere qualcosa, di aggiungere al puro essere, al puro stato di esistere, un qualcosa che ci caratterizzi, ci specifichi, ci renda unici.
    Perchè non ci basta il puro stato di esistere?
    Perchè non sappiamo dire “io sono”, e con ciò essere puuri, assoluti, perfetti, eterni, infiniti, come il cielo, le stelle, il vento, la terra, i fili d’erba, le rondini, anche loro, lì, in alto nel cielo, libere, spensierate, allegre, giocose, gaie, come la bimba che eri?
    Perchè?
    Io non so certo rispondere.
    So solo che a volte… nel giardino delle fate, dove mi capita, certi giorni di passare, e fermarmi per qualche minuto, mi riesce di non essere altro che essere vivo.
    Mi faccio cosa, per qualche minuto.
    Musica, perchè ho l’auricolare nell’orecchio, spesso solo un tocco di pianoforte, perchè quel suono è così come il colore del cielo, terso e limpido.
    Mi faccio pietra, muro antico, mattone.
    Neanche mi vedono i turisti e i fidanzati che passano il tempo lassù, a guardare la bellezza di Roma o quella del loro amato corrisposto.
    Qualche minuto così vale tutta la vita.

    Io so bene che tu sai sentirti solo “essere”, sai essere senza bisogno di altro aggettivo o, peggio, sostantivo a cui aggrapparti.
    Lo so bene davvero.
    Le tue parole, sono pura materia, te l’ho detto molte volte e per sgorgare così pure, quelle parole, hanno bisogno di una fonte senza alcuna impurità, senza nessuna contaminazione.
    Quelle parole sgorgano, così, dal tuo cuore.
    E ad un cuore così basta solo la consapevolezza di essere, sa sentirsi vivere, sa farsi parte del mondo, sa essere cosa fra le cose e parlare il linguaggio delle cose della natura… la lingua del cielo, per esempio.
    E un cuore così, può sentire lo sguardo sbagliato del cielo solo come uno sguardo distratto, uno sguardo che ama le cose, le ama intensamente, in misura totale, e le ama tutte.
    Ma quando un cuore di donna si imbatte in uno sguardo distratto freme, si sente tradito.
    E’ solo per questo che senti quello sguardo sbagliato, solo per amore, per desiderio d’amare ed essere amata, cosa che ama le cose, riamata da quelle, riamata dalla natura con la stessa intensità che unisce l’essere delle cose in un unico genere totale, assoluto, pieno.
    E non c’è spazio per la distrazione dello sguardo, in quella totale pienezza, cara Patrizia, è solo per questo che io dico che hai sbagliato.
    Il tuo cuore di donna ti ha tradito, ha mostrato il tuo desiderio di essere amata dal cielo come tu ami lui.
    Ma per lui, io, tu, tutti, non siamo nulla, da soli.
    Lui ama l’essere, senza altro aggettivo, nè sostantivo e non ha bisogno del verbo amare per donare il suo amore, lui è, semplicemente, per le rondini e per te, per le farfalle e per me…

    Un abbraccio,
    Piero

    • Hai ragione, il cielo non è mai sbagliato…
      Quel che ho scritto è nato in una giornata in cui tutto: i colori, i suoni, le immagini, apparivano tenui, soffusi, leggeri…In contrasto quasi con i colori generalmente accesi e sgargianti di questo mese prossimo ormai all’estate. Tutto era così rasserenante…e mi ci sono persa dentro.
      Forse per quello ho usato il termine “sbagliato” Nella mia mente avrebbe dovuto essere più “chiassoso” e invece era così. Ma hai ragione tu, era quello che in quel momento doveva essere.E hai colto anche come mi sono sentita: una bambina appunto, felice di essere lì in quel momento, di viverlo…riconoscente per quell’attimo.
      Ma come sempre tu scavi di più e cogli altre cose, quelle cose che escono fuori senza accorgersene La poesia scava…scava…scava…ma non sempre riesco a cogliere tutto quello che mi vuol dire. Lei detta, io cerco di comprendere, ma non sempre mi riesce. Come qui, in cui grazie a te quel “cielo distratto” si svela e diventa l’immagine di qualcos’altro. Grazie per avermelo fatto riconoscere…Sei un amico/lettore prezioso 🙂
      Un abbraccione

  4. Perle inestimabili, come sempre.
    Ti offendi se ti metto tra i link preferiti sul mio blogghino? ❤

  5. Stupendi versi. Pennellate di un grande pittore!
    Ciao, Patrizia. Con grande stima, l’augurio di una buona giornata.

    • Il grande pittore è la natura e le emozioni che ci regala quando ci lasciamo abbracciare. Ho solo provato ad esprimerle, così come sono uscite dall’anima. Ciao Aldo e grazie per il tuo pensiero.

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