Di amore e coraggio


Di cosa avete paura?
La vostra carne conserverà
le rughe che tanto amate.
Solo i vostri occhi
potrebbero svelare
giorni più lunghi

Di cosa avete paura?
Ponete una candela sotto la pietra
e non vi faccia paura
il sordo sgretolarsi
dell’orgoglio

© Patrizia.M.

6 risposte a “Di amore e coraggio

  1. Leggendo l’ho potuto sentire “il sordo sgretolarsi dell’orgoglio”
    Come sempre, Grazie.

  2. Parole potenti, cara amica, parole che sembrano provenire dalle profondità del tempo.
    Lo sai, che noi siamo l’eco dell’eterno, noi, dico, ciascuno di noi, ogni essere vivente.
    Siamo un’onda di quella vibrazione, siamo una volùta di quell’infinita spirale del tempo che risuona nel cosmo e dà il ritmo allo scorrere della realtà.
    Senza di noi, senza ciascuno di noi, che legge quella musica e batte il tempo di quel ritmo non resterebbe nessuno a godere di quello spettacolo, a dare un senso a quelle rotazioni ellittiche e gravitazionali che danno movimento alla massa inerte della materia.
    Senza le nostre anime, che danno significato a tutta quell’energia cinetica che muove l’universo, tutto sarebbe inutile, tutto resterebbe inspiegato, tutto oscillerebbe fra l’insensato ed il perduto per sempre.
    Ogni volta che con gli occhi dello spirito accendiamo della nostra luce interiore l’inanimata materia e le diamo forma e senso e significato e valore compiamo il miracolo della creazione dell’universo.

    Mette paura, tutto questo.
    Incute timore l’idea che siamo noi a far muovere tutte le cose: non nel senso che le soingiamo per dargli orbite e direzioni, ma nel senso che quelle orbite e quelle direzioni solo noi riusciamo a leggerle, a decifrarle. Senza di noi sarebbero puro mobìvimento astratto.
    Mette paura un’idea così, perchè mette noi dal lato della responsabilità di creare, di formire i perchè dei modelli che scegliamo e anche di quelli che tralasciamo.
    Furiosamente dovremmo porci le domande di quel moto eterno, crudelmente dovremmo interrogarci sui perchè, sui come, sui cui prodest.
    Dovremmo straziarci nel sentire che quei movimenti generano morte e distruzione almeno altrettanto quanto provocano ricchezza e benessere.
    Siamo noi i padroni del mondo e per questo ne portiamo la responsabilità.

    La candela sotto la pietra è la luce che illumina la materia dal di dentro.
    Non mi stupisco di pietre lumine, ce ne sono nel deserto, ce ne sono nel cuore della terra, ce ne sono sotto gli alberi dai quali è scorsa la profumata resina che il tempo ha trasformato in ambra.
    Il cuore del pianeta ribolle di luce che resta imprigionata nelle viscere della pietra che incombe e grava quasi fosse complice delle tenebre oscure: se non fosse che dall’altro lato, sull’altra faccia di quella massa informe di materia pietrosa, si poggia ogni volta lieve la carezza della luce del sole, nel giorno e, nelle notti di luna, il bacio d’argento delle stelle e dell’universo lontano.
    Di fronte a queste verità il nostro essere diventa un misto di orgoglio, delirio di onnipotenza e impotente contemplazione.
    Di fronte a queste visioni del mondo dobbiamo prendere il coraggio di avvicinare l’occhio all’oculare del cannocchiale per guardare cosa c’è laggiù.
    Non ci possiamo ritrarre, non possiamo rinunciare, non possiamo dire NO.
    Sarebbe come se un giorno nostro padre ci avesse detto di No di fronte alle domande più difficili, come se nostra madre ci avesse proibito di bere alla fonte della vita.
    Noi, che teniamo accesa la fiaccola che dà luce all’universo, la luce del senso, del significato, dell’interrogazione perenne, noi dobbiamo cercare di tenere fede al nostro dovere.

    Certo, cara Patrizia, il tempo e la fatica di vivere ci segnano, ci scavano rughe sulla pelle, come canyon sulla faccia della terra.
    Siamo della stessa carne, noi e la nostra madre, la madre Terra, o Gaia, o Matuta, o nei mille e mille nomi che gli uomini gli hanno dato.
    E la nostra madre carnale, quella da cui siamo nati, quella che amiamo perchè ci ha fatto iniziare il conto dei giorni, quella che ci ha messo al mondo – sto parlando delle nostre madri naturali, quelle che amiamo e carezziamo col pensiero e con l’affetto, quando non ci sono più – sono l’incarnazione di quella maternità eterna che la terra esprime nei chicchi di grano, nei fili d’erba, nei rami d’albero, nei figli dell’uomo.

    Tutta la materia si corrompe, si consuma, col tempo.
    Le rughe sono segni che sono ferite.
    Come dici tu, solo i raggi di luce che i nostri occhi sanno scagliare sull’infinito universo fuori di noi possono portarci verso giorni più lunghi. Forse verso giorni più lontani.
    Ci dobbiamo aggrappare a quei dardi, scagliati dai nostri occhi, come il Barone di Munchaunsen, che sapeva salire a bordo delle palle di cannone per fuggire al suo assedio.
    Noi siamo assediati dal passare dei giorni.
    La loro danza, la danza di tutti quei soldatini obbedienti e incolpevoli, è un assedio, una danza di guerra.
    Li senti i tamburi?
    Odi il loro eco?
    E’ questo che incute timore.
    Ma noi, si, noi, Patrizia, siamo arcieri infallibili!

    Piero
    (un abbraccio)

    • Ecco, è proprio quello il nodo centrale, quello che mi serviva: “solo i raggi di luce che i nostri occhi sanno scagliare sull’infinito universo fuori di noi possono portarci verso giorni più lunghi. Forse verso giorni più lontani.”
      Ci sono cose del nostro passato e del passato dell’umanità che stanno lì, dentro di noi, ferme e granitiche come rocce e guai a chi ce le tocca…
      Quello è il nostro forziere, il nostro pozzo dall’acqua rigeneratrice.
      E ci sono cose di cui dovremmo liberarci, senza paura, cose che magari una volta erano certezze, ci dispiace lasciarle, ma dobbiamo farlo…
      Grazie
      Un abbraccio

  3. Di cosa ho paura? Non so darti una risposta precisa, le mie paure mutano di continuo, alcune svaniscono altre diventano ogni giorno più grandi, la piccola fiammella della candela forse riuscirà a fugarne qualcuna!
    Un abbraccio, per colmare la paura della solitudine!
    Lucia

    • Anche le mie Lucia….anche le mie….Credo sia normale avere paura e ognuno di noi deve fronteggiare le proprie e lo deve fare da solo, sempre…
      Ma sapere che se si è soli a combatterle, non lo si è nella sorte che ci accomuna e forse questo consola un po’…
      Grazie dell’abbraccio, anche’esso, anche se virtuale, aiuta 🙂
      Ciao

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