Chiaroscuro


(All’amico Piero)

Se mi guardo le mani
so perchè mi son state date
appendici d un corpo
fatto di miseria  e beltà.

Se mi guardo le mani
so che le opporrò
a questo vento contrario
con la certezza
di non riuscire a fermarlo.

Nel cuore
un pianto nascosto
sulle labbra,
un sorriso deciso

ed opporrò le  mani.

appendici di un corpo
fatto di miseria e beltà.

© Patrizia.M.

papavero nella rete

4 risposte a “Chiaroscuro

  1. Carissima Patrizia, grazie davvero del regalo.
    Avere in dono la dedica di versi è qualcosa di cui non si può che provare felice gratitudine.

    Le mani, sai, sono una parte del corpo che ha uun fascino particolare, perchè esprimono la nostra capacità di fare, di realizzare, di mettere in pratica, ciò che siamo, ciò che abbiamo dentro.
    Attraverso le mani, umili strumenti del cuore e della mente, costruiamo il nostro mondo, che non è fatto solo di calce e mattoni, ma anche dei mattoni dei nostri sentimenti, dei nostri sogni, dei nostri desideri, dei nostri ideali.
    Le mani sono lo strumento del nostro esistere, diciamo così: e in questo senso, però, come dicono i tuoi/miei versi, il nostro essere è anche il nostro essere doppio, duplice, impastato dello yin e dello yang.
    Vuol dire che le mani fanno, decidono, osano – realizzando ciò che il nostro cuore decide, vuole, ordina – anche sapendo che molte volte i nostri tentativi di essere vivi nel senso più pieno sono destinati a fallire.
    Ma cionostante si osa lo stesso, è vero, cara Patrizia, si osa opporsi al vento che non possiamo fermare ben sapendo che si osa l’inutile.

    Uno dei libri più belli che ho letto s’intitola “La conquista dell’inutile”. E’ il diario che ha scritto Werner Herzog, il regista tedesco, mentre girava il suo film Fitzcarraldo, nella foresta amazzonica, nella natura selvaggia e padrona incontrastata.
    Il film – tu lo sai che non amo i film, in generale, ma questa volta faccio un’eccezione, e poi, comunque, io parlo del libro – parla del sogno impossibile di un pazzo scatenato, ma un pazzo lucido e razionale che voleva osare, osare prima degli altri, e la sua pazzia non era riposta nella meta da raggiungere, non era nell’impossibilità di raggiungere qalcosa al di fuori delle possibilità umane (quella sarebbe stata pura follia), ma stava nel voler osare con la volontà spietata di chi ha dentro di sè un imperativo sovrumano…
    Il libro, però, non ha a che fare direttamente con la storia che viene raccontata dal film.
    Il libro – è per questo che mi affascina – racconta la lotta straordinaria, testarda, dura, del regista che … con le mani decide di opporsi al vento che spirava contro il suo film.
    Andare tre anni nella foresta, senza soldi, con un sogno folle da trasformare in pellicola, in storia, in opera da mostrare agli uomini…
    e quel libro è la cornaca abbastanza fedele della lotta di quelle mani contro quel vento, la descrizionwe dell’opporsi ad ogni buona ragione che consiglia di fermarsi davanti all’impossibile, perchè l’impossibile sarebbe inutile, inutilmente vano, vamanente inutile.
    Ma il film si è fatto.
    E tutti possiamo vederlo.

    Nella storia, davanti ai nostri occhi, abbiamo esempi innumerevoli di… conquiste dell’inutile.
    Penso – una per tutte – al cannocchiale di Galileo.
    Un pazzo scatenato, anche lui.
    Come Herzog.
    E come questi altri ed altri ce ne sono, che hanno scardinato l’impossibile con la forza delle loro mani.
    Perchè è con le mani che si avvia la camera per girare un film. E’ con le mani che si costruisce un cannocchiale. E’ con le mani che si scrive la storia.
    E le mani, lo so, cara amica mia, questo vuoi dirmi, sono la metafora della vita, ma, come lo sai dire solo tu, con le tue parole che hanno l’odore della terra fertile.
    Un abbraccio carissimo,
    Piero

    • S’ caro Amico, hai centrato il senso. Con le mani si fa tutto, si crea tutto…con le mano unite all’intelligenza e soprattutto all’anima e al cuore.
      Senza anima e senza cuore le mani possono diventare anche pericolose…
      Un abbraccio

  2. Difficile per me aggiungere qualcosa a questi versi, le chiami appendici ed hai ragione, aggiungerei elemento che completa e dice tutto di ognuno di noi. Ti sembrerà strano ma a volte rimango incantata dalle mani delle persone che ho davanti, riesco a leggervi molto della loro storia.
    E’ prestissimo, ancora buio, ti auguro una domenica piena di sole!
    Lucia

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