Cercando risposte…


5 risposte a “Cercando risposte…

  1. Sono tornata a leggervi, tu e Piero sapete incantarmi, vi leggo con piacere, a volte mi perdo, ma spesso mi ritrovo nei vostri pensieri.
    Un saluto a te e a Piero 🙂 🙂

  2. Lo so Piero, non esistono risposte o forse esistono solo che noi non riusciamo a vederle. Non siamo fatti forse per questo, ma solo per farci domande. Potrebbe essere anche una condanna questa o forse una fortuna, ma ogni tanto una risposta certa…ne avremmo davvero bisogno…
    Tuttavia, non avendo la fortuna di una fede che dà risposte in qualche modo, ci si deve arrangiare con le proprie forze, che sono limitate ma ci si prova, altalenando tra momenti d’entusiasmo ed altri di scoramento.
    I bambini tu dici…concordo con te, sono meravigliosi…e sono anche pienamente d’accordo quando dici che bisogna solo insegnarli a farsi domande. A non accettare passivamente tutto quello che gli viene proposto. E’ quello che cerco di fare, ma sapessi amico mio, quanto è difficile a volte, cercare di fare questo… Finchè sono piccolini, paradossalmente è più facile: Le loro domande sono tutte rivolte alla realtà che li circonda e sono ancora abbastanza lontani dai condizionamenti. Ma…forse non ci crederai, ma già all’età di otto-nove anni, diventano anche loro schiavi di certe cose imposte da noi, dal nostro modo di vivere e di pensare. Noi che siamo condizionati, svolgiamo sapientemente la nostra opera anche su di loro. So che è difficile forse da comprendere, dovrei farti degli esempi concreti, ma questo commento diventerebbe troppo lungo… comunque è con questo che devo combattere e lo faccio, cerco di farlo al meglio. Il mio probabilmente è solo un piccolo momento di crisi che passerà…deve passare… o dovrei cambiare mestiere e questa volta sul serio…
    Un abbraccio

    • So che oggi lavorare nella scuola è difficile, come tutti quelli che lavorano nel pubblico, ci stanno massacrando. E nel caso della scuola ancora di più.
      Capisco lo scoramento. Lo vivo anche io e lo condivido, anche se non lavoro nella scuola.
      Cambiare lavoro.
      Certo, sei tu la padrona e devi decidere tu per la vita tua.
      Io posso solo dire che ho un affetto per chi lavora nella scuola, un affetto ed una gratitudine davvero alti.
      Se dovessi davvero cambiare lavoro, sappi che nulla muterebbe dell’affetto mio per Patrizia e della stima che ho per lei, ma potrebbe cambiare quello che nutro per la maestrina/professoressa. Anche se andasse a fare il medico, o il missionario.
      Un abbraccio,
      Piero

  3. Mia cara Patrizia,
    credo di capire cosa ti gira nell’anima, in questo periodo. Me lo hai raccontato tu stessa, e non se hai mai letto la mia risposta sbagliata.

    Cerchi le risposte, povera Patrizia.
    No, cerchi la cosa sbagliata.
    E’ per questo che ti senti la nusea crescere dentro.
    Le risposte non esistono mai davvero.
    Sono illusioni, momenti, speranze, inciampi.
    Sono attimi che crediamo possano restare eterni, possano ingannare il tempo, farlo progioniero, fermarlo.
    “Fermati sole”, dice un passo crudele della bibbia feroce.
    E quello si fermò, dice il libro degli inganni.
    No, cara Patrizia, il sole non si fermerà mai.
    E le risposte, con quello, affonderanno nella notte, confondendosi e perdendosi senza pietà.
    Chi crede in Dio ha fede che l’unoca risposta ferma possibile sia in Lui. Altra certezza non ci può essere.

    Io non so, non ho fede, ho solo domande.
    E ogni domanda, a cui cerco, caparbio, di dare risposte sincere, è solo lo spunto per nuove domande.
    Io penso che se dovessi credere ad un Dio, con fede incrollabile, sono certo, a quello leverei mille e mille domande.
    Vorrei sapere, insaziabile, affamato.
    Vorrei farmi nutrire dalle sue risposte.
    Ma non mi sazierei, non mi saprei vedere senza più fame.
    E, sono certo, anche Lui, si metterebbe a cercare nuove domande con me.
    E quante, e quante, quante ne sorgerebbero nella mente infinita di un Dio!

    Se provo ad immaginare la mente del Dio come quella dell’onnisciente sapienza che al catechismo hanno provato a insegnarmi, mi fingo l’idea di un Dio triste ed inutile.
    Uno che sa tutto non può avere esistenza.
    Conosce anche che l’esistenza si può concepire solo perchè c’è un’ombra, dietro, dopo, nella quale l’esistenza si tramuta in inesistenza.
    E per un Dio, quella conoscenza deve essere fatale!
    Io sono un povero uomo.
    Non so.
    Della mia conoscenza ho solo una certezza parziale.
    E so che prima o poi le mie domande finiranno, ma in quel momento non dovrò più preoccuparmi.
    Allora, forse, potrò pormi la mia domanda su Dio e forse troverò, solo allora, la vera risposta.
    Ma sarà davvero, ormai, troppo tardi.

    I bambini.
    Sono affascinato dai bambini, soprattutto quando sono nella più tenera età.
    Forse sono ancora impastati della materia di Dio, non so.
    Ma c’è qualcosa che li spinge ad apprendere, a conoscere, a farsi domande, quando ancora non sanno di avere domande da farsi.
    Si danno risposte che non sanno di essere delle risposte.
    E quelle domande e quelle risposte noi chiamiamo “crescere”.
    Se ad un babino dessimo tutte le risposte che cerca, gli toglieremmo la fatica di crescere. E, con quella, il peso intero della vita.

    Ma com’è dolce quel peso!
    Non sa in che direzione pesare, in che direzione pendere, in che direzione cadere.
    Quel peso non sa che peso avrà da grande, non sa che fardello porterà a quei bimbi, se colmo, se vuoto.
    Ma tutti, tutti, quei bimbi, felici, sorridono, quando col ditino, additano gli ccellini nel cielo.
    Li interrogano.
    E, come loro, volerebbero, se solo avessero per precettori degli uccelli anzichè degli uomini che, ormai, hanno smesso di chiedere al cielo come si fa per volare. Loro, gli uccelli, non mai hanno smesso di chiedere.
    E’ per questo che loro sono riusciti a volare.

    Tu hai dei bambini per mano, al mattino.
    Non stancarti di insegnargli a fare domande.
    Non conta se non sai dar loro delle risposte.
    Ogni risposta è solo un grimaldello, un piede di porco, per scassinare l’idea di una Verità troppo piccola che può entrare intera in una risposta.
    Io lo so, non esiste una Verità.
    No c’è nessuna risposta che può contenerla.
    E si deve fermare chi semina bestemmie così.

    Quando ti alzi al mattino, dimmi Patrizia, ti fai una domanda o cerchi una risposta?
    La domanda può essere: come andrà questa giornata? E molti cercano di darsi una rassicurante risposta, cercando anche negli astri. L’oroscopo è quel tentativo d’ingannevole risposta.
    E se gli astri sapessero davvero quella risposta e l’oroscopo, davvero ti dicesse la verità?
    Potresti più portare a termine il tuo giorno?

    Un bacione, Patrizia (e scusami sempre. Sembro un sacerdote, alle volte, un predicatore. Ma io, davvero, penso che … questa canzone di Gaber sia bellissima, ma anche … profondamente ingannevole. Bella, perchè è amara, come mi sento dentro anche io, molte volte, quando il mondo risponde a certe domande. Ma molto ingannevole. Perchè non siamo noi che insegnamo ai bambini. Sono loro che fanno al mondo domande.
    E non è vero, anche, che noi rispondiamo dando risposte.
    Sono loro stessi che, per fare una domanda sempre più grande, devono salire coi piedi sul piedistallo di una finta risposta sempre più grande.
    Ma loro non sono come noi, loro, i bambini, sanno che crescere è fare domande.
    Per questo sono bambini).

    Piero

  4. Non conoscevo questo brano di Gaber, attualissimo e pieno di grandi significati, forse lo condivido nell’ultimo articolo di Popof..
    Buon fine settimana 🙂
    Lucia

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