La stella di Verona


Da più di vent’anni rende magico il “salotto buono” di Verona e si aspetta con ansia di vederla apparire, quasi sbocciare dall’interno dell’Arena, maestosa e bianchissima nei suoi 70 metri di altezza.
La si aspetta con ansia perchè mentre in fase di allestimento appare fredda e metallica quale in effetti è, una volta montata. è una meraviglia vederla sorvolare l’anfiteatro e di notte, quando le luci la illuminano, l’effetto è decisamente suggestivo

Fu ideata dall’architetto Rinaldo Olivieri come simbolo della Rassegna dei Presepi che si svolge ogni anno negli arcovoli dell’Arena
ospitando presepi da tutto il mondo.
Il sito scelto è stata davvero un’idea geniale. Gli arcovoli infatti non sono conosciuti dalle persone in quanto in essi si svolgono le attività tecniche e di preparazione delle opere liriche e durante il resto dell’anno nessuno si sogna di andarli a vedere.
Consiglio a chiunque dovesse trovarsi in città in questo periodo di andarla a visitare. Aldilà dell’aspetto religioso e di fede, questi presepi sono vere e proprie opere d’arte e la loro bellezza è valorizzata da sapienti giochi di luce, effetti speciali e musica che avvolgono il tutto in un’atmosfera assolutamente magica.
Non è possibile non lasciarsi prendere dalle emozioni e dallo stupore che fa ritornare in qualche modo bambini.

6 risposte a “La stella di Verona

  1. Non ho in programma gite a Verona, ma prima o poi spero di poterci passare per ammirare opere che promettono di essere davvero belle.
    Un caro saluto, e l’augurio di una buona giornata!

  2. che bello!!!
    qui non ci sono particolari tradizioni!!!
    peccato!

  3. Deve essere uno spettacolo meraviglioso e magico.
    Non so perchè ma nelle viscere di pietra dei vecchi momunenti c’è qualcosa di straordinario, di unico, il segno del tempo, la traccia dell’eterno… non lo so.
    Quando passo, a Roma, vicino ad un monumento, non riesco a fare a meno di fare … la manomorta.
    Una bella colonna, una bocca di leone, un drago, un seno di marmo… e come faccio a trattenermi?
    La mano si allunga da sola e … va …
    Ovviamente loro non si ribellano, anzi, so che ci stanno sempre.
    Sono carezze affettuose, eh, Patrì 😉 niente di sconcio.
    Ti garantisco che sull’autobus e nella folla sono esemplearmente corretto!
    Ma… in quelle penombre delle chiese solitarie, quando il calore esterno si stempera in quella frescura di refrigerio… oppure quando i rintocchi del tramonto hanno spento le luci esterne e dentro, a fianco ad una turgida colonna… come faccio a trattenermi?
    Io sento il respiro della mia amante, la signorina Storia, che mi restituisce la carezza furtivamente.
    E’ un attimo, solo un attimo, sento che sotto le dita scorre la liscia pelle di marmo, levigata, candida, o abbronzata dai secoli…

    Se passi lì sotto, nel ventre dell’Arena, nelle gallerie dove l’amore si condensa insieme all’umido di questi giorni uggiosi, fagliela anche tu una carezza.
    io non sono geloso.
    Lei neanche.
    Non si tratta di lascivia o lussuria.
    Ma di puro affetto.
    E Signorina Storia, che ama tutti, ti risponderà, come risponde sempre a me.
    Anche a mio figlio, quand’era bambino, ho insegnato a dare la mano a quella meravigliosa ragazzina.
    E chissà se se ne ricorda, adesso, quando se ne va a spasso per la città, mano nella mano della sua morosa.
    Malei, sono sicuro, li guarda passare e gli fa sempre l’occhiolino.
    Perchè, lo sa, domani anche loro sapranno amarla come la amo io.

    Un caro saluto (abbracci o baci, potrei essere frainteso, stavolta. Anche se sai che non dovresti!)

    Piero

    • Tranquillo Piero! Mai penserei che tu possa essere scorretto, nè con la Storia, nè con me. 🙂
      Hai ragione sai? Mi ritrovo in ciò che dici. Dà una strana sensazione trovarsi di fronte ai resti meravigliosi della nostra Storia. Così per esempio, se scendo una scala, non posso fare a meno di pensare che sto camminando sui passi di coloro che vissero in quel tempo, mi pare di sentire le loro voci immagino i gesti, le parole e le vite che quelle pietre racchiudono ancora. E non sembrano così lontani… Ho la fortuna di vivere in una città ricca di vestigia storiche, come lo sono in fondo tutte le città italiane ed è sempre bello ammirarla e meravigliarsi ogni volta. Quando portiamo i bambini a visitare la Verona Romana, piuttosto che quella medievale, mi accorgo di quanto essi siano curiosi e stupiti. Puoi raccontargliela come vuoi la storia, ma solo vedendo, toccando con mano, si rendono conto della nostra vita passata e come facciamo noi, anzi, molto più di come facciamo noi, toccano, accarezzano e s’incantano.
      Un abbraccio

  4. Grazie Aldo. Ti.Assicuro che le foto, anche se molto belle (infatti non sono opera mia 🙂 non rendono la bellezza reale. L’atmosfera è davvero magica e mi piace sottolineare ciò che di bello la mia città offre. Questa mia città così bella, che troppo spesso è stata al centro di cose negative. Questa mia città che amo tanto, nonostante tutto.

  5. Non conoscevo questa tradizione che mi sembra entusiasmante anche dal punto di vista artistico oltre che della tradizione religiosa. Le immagini, dei due presepi sono stupende. L’immagine della stella è veramente superba!
    Grazie.

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