Ogni notte


Fuochi d’artificio m’interrompono i sogni.
Non c’è motivo per invocare il sonno

perchè di notte
spargo semi di nuvole nelle pozzanghere

perchè di notte
ogni maschera gioca il suo rovescio.

© Patrizia.M

9 risposte a “Ogni notte

  1. Ma quanto site bravi, Piero e Patrizia vi ho letto con interesse a ammirazione, oso aggiungere queste righe:
    ” “Tu sai stare a sentire. Questa è la prima qualità di chi deve parlare” (Erri De Luca)
    Che vuol dire non solo captare suoni con l’udito, ma capire, comprendere..

    • Erri è un personaggio speciale.
      Ho letto poche cose sue, ma sono state straordinare.
      Più di tutto “La ballata delle madri”; l’ho ascoltata in mp3. Fa accapponarte la pelle. Non ti dico di cosa parla per lasciarti la sorpresa, se non la conosci.
      Però nessuna ammirazione, Lucia mia. Non ci sono, qui, bravi o cattivi. Siamo tutti per ascoltarci. Quando non ci andrà più, basterà un click e … scompariremo nell’etere, no? Abbiamo questa libertà, istante per istante.
      Un abbraccio,
      Piero
      (PS. Mi scuso con te, Patrizia; forse ho risposto al posto tuo).

      • Ok, Piero, non ti preoccupare, avrei scritto più o meno la stessa cosa. Ascoltarci, parlarci se ne abbiamo voglia e se abbiamo qualcosa da dire,
        Fino a quando avrà un senso, fino a quando ci servirà…
        Perchè la rete è questo, nient’altro che questo. :-)) Ciao e un grande abbraccio a te e Lucia.

  2. Il gioco delle maschere è un rinvio infinito fra finzione e realtà.
    Come i sogni, che sono specchi deformanti nei quali si riflette la realtà dell’essere di ciascuno di noi.
    Nessuno potrà mai trovare la formula per risolvere queste equazioni, nelle quali le incognite si nascondono sotto le parvenze di esatti risultati.
    Ma ognuno di noi, ogni uomo, ogni donna, ha la pretesa di vivere dando risposta agli interrogativi che i fuochi d’artificio pongono all’artificiere.
    “Saprai, dice l’uomo dei fuochi, brillare come ti hanno già visto gli occhi del mio cuore?”
    “Darai al nero della notte i colori del giorno, dei fiori, delle pietre preziose, che io stesso, mago del fuoco, con le mie stesse mani, ho saputo istillare a goccia a goccia nel tuo cuore?”
    “Saprai darmi, domani, la gloria che oggi appartiene al sole che brilla alto nei cieli fin dall’origine dei giorni?”
    Ma quelle domande, cara Patrizia, lo sappiamo, sono damande vane, alle quali i fuochi notturni si sottraggono abilmente, sempre, inesorabilmente, direi.
    Non per questo tutto questo sforzo dell’uomo può essere giudicato vano!
    Nè menzognero, o falso, il fuoco che se ne resta muto; così, neanche si può chiamare miraggio l’immagine deformata che i sogni ci rendono della coscienza o indecisione il gioco del rimpallo nel quale si svolge il tempo delle maschere.
    Tutto, nella nostra vita, è mascheramento e realtà, deformazione e sforzo di comprendere, domandare e non udire le risposte.
    L’uomo è questa fragilità.
    Ma non è forse invidiabile questa pur imperfetta e debole fragilità a confronto di quanto sarebbe deludente ogni pur immaginabile certezza divina?
    Non è forse la nostra vita un tentativo infinito di comporre il nostro puzzle, di cui ignoriamo tutto, a cominciare dal numero delle tessere che ci è stato assegnato?
    E qualora, quand’anche, dovessimo giungere a conoscere la forma del disegno finale, non ci resterebbe altro che un’immensa insoddisfazione?
    Non siamo forse forti solo della forza di lottare, giorno per giorno, momento per momento, per un fine che neanche conosciamo?
    Qualcuno lo chiama destino, altri, fato, o fortuna, altri ancora Provvidenza, altri progetto, disegno, speranza…
    Io dico che questa nostra vita non ha altro nome.
    E’ Vita!
    E lotta, e rinvio, e riflesso deforme nello specchio delle illusioni, che possono dare anche attimi di Verità e immagini riflesse pregne della Bellezza.
    Ma resta impossibile il domandare, come il mago dei fuochi, al fuoco della nostra vita.
    E l’unica risposta di quella altro non è che il suo muto silenzio.
    E tuto questo noi non possiamo far altro che chiamarlo Vita.
    Ma per questo, per questo poco, o infinito tanto, il mio Prometeo – o quello di Geothe, se vuoi, che è più nobile – un giorno ci invidiò tanto da rinunciare alla suanatura diìvina, chè per lui rinvii non erano, nè riflessi deformati, nè domande.
    Ma solo il l’assordante vuoto di una vita senza sogni, senza speranze nè utopie, senza domande e senza attese.
    Vana inutile esistenza di un dio.
    Chè un giorno finì.

    (Scusa … l’alluvionale saluto)

    Un abbraccio,
    tuo
    Piero

    • Nessuna scusa Piero, i tuoi commenti sono sempre preziosi per me e lo sai,
      Trascrivo questa parte, perchè è quella che più mi ha msggiormente colpito e fatto riflettere:
      “Tutto, nella nostra vita, è mascheramento e realtà, deformazione e sforzo di comprendere, domandare e non udire le risposte.
      L’uomo è questa fragilità.”
      E di questa fragilità credo dobbiamo prendere consapevolezza. Forse è un limite apparente, perchè in fondo ci permette, come tu dici di continuare ad avere dei sogni o delle speranze o semplicemente la voglia di continuare su questa strada. O forse questa consapevolezza ci permette di non farci illusioni, di avere ben chiaro il nostro limite e riuscire quindi a vivere attimo per attimo, momento per momento godendo delle piccole, infinitesimali cose che ci circondano senza fare troppi progetti, nè caricare il mondo nella sua generalità ( persone, eventi o altro) delle nostre aspettative e delle nostre presunzioni più o meno consapevoli.
      Bentornato!!! Un abbraccio

  3. Fata della notte, potrei aggiungere io, che vaga tra le nuvole in cerca della sua idendità, forse sbaglio….Un saluto caro!

  4. Mi auguro che in questo mondo non tutti abbiano una maschera da far calare la notte riscoprendo la propria natura…
    Sarebbe triste… veramente triste…
    Se per maschera tu intendi al contrario allentare le tensioni diurne, e navigare nel proprio io senza convenzioni… allora capisco…
    tutti credo che prima di addormentarsi lascino tra virgolette un pò il reale per accoccolarsi nel mondo immaginario dei sogni… e ciò è una grandissima ricarica per il giorno da venire…
    Belli i tuoi versi… a te i miei complimenti
    Fata scalza

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