Utile e dilettevole


Sono giorni un po’ indaffarati questi: insana idea di ridipingere casa, il che significa due giorni per liberare il più possibile le stanze da dipingere, due giorni di gente che esce ed entra con bidoni, teli, rulli e pennelli vari, indisponibilità di fornelli per almeno un giorno, e caos…tanto caos…

Però oggi, anche se la casa è ancora tutta sottosopra, sono contenta. C’è un buon profumo di vernice fresca che chissà perchè dà sempre la sensazione di pulito e la casa sembra diversa.
E’ incredibile come pochi dettagli possano stravolgere la percezione della propria casa. Bastano un colore diverso su qualche parete, una diversa disposizione dei mobili di una stanza e tutto, appare strano: quelle stanze che conoscevi bene, ti sembrano le stanze di qualcun altro.

Potrebbe funzionare anche con la vita?

Al di là della confusione e della fatica, questi giorni mi sono piaciuti per altri aspetti. Due degli operai che sono venuti a farmi il lavoro erano rumeni. Ragazzi giovani con cui ho chiacchierato volentieri e loro altrettanto, quando si sono accorti che potevano farlo. Mi hanno raccontato molto della loro vita prima ed ora e devo dire che mi hanno fatto comprendere molte cose.
Tra una pennellata e l’altra, ho potuto conoscere com’è la scuola in Romania, come si viveva qualche anno fa e come si vive ora e comprendere perchè molti se ne vanno da lì. E le loro speranze, i loro sogni e le loro paure.

Si sono stupiti del fatto che gli abbia offerto di tanto in tanto delle piccole cose per sollevarli un po’: il caffè piuttosto che i panini o le bibite fresche. Mi hanno detto che non capita quasi mai. Mi sembra strano…in fondo è vero che stavano lavorando, ma cavolo…tutti lavoriamo! E si lavora anche con più piacere se trovi un po’ di gentilezza…
Ho risposto loro che a casa mia si è sempre fatto così, perchè è giusto e li ho ringraziati io, invece per le cose che mi hanno fatto comprendere.

Alla fine di queste giornate il pensiero che faccio è…basta così poco, per parlarsi davvero…anche un’occasione semplice e formale come questa.

10 risposte a “Utile e dilettevole

  1. Patrizia anch’io sto facendo dei grandi lavori di ristrutturazioene alla mia casa nativa, ho fatto anche un post nel mio blog, MAGAZZINO DI VITA, ogni mattone è legato alla mia storia. Ho instaurato un bel rapporto con i ragazzi che lavorano nel cantiere, rumeni e albanesi rispettosi e competenti, tutti noi gli dobbiamo riconoscenza per l’aiuto quotidiano che ci danno. Ciaooo a presto

  2. In effetti dà una bella sensazione anche a me quando si ridipinge la casa: quel rinnovare ciò che vivi tutti i giorni, fa bene anche al nostro spirito.. e fa anche molto bene quel trattare in un certo modo chi lavora per te, offrendo un ristoro o scambiando due parole: in casa dei miei è sempre stato così ed io e mio marito, facciamo pure così; spesso ci sentiamo raccontare dagli operai episodi molto antipatici , sgarbi ricevuti dai committenti veramente odiosi. In fondo, essere gentili non costa nulla e ripaga sempre in qualche modo, soprattutto spiritualmente. Ciao cara , buona settimana

    • Cara Paola, purtroppo oggi impera il concetto “ti pago e quindi lavora e basta…” E’ molto triste questo perchè da ogni incontro si può imparare e comunque non va mai dimenticato, secondo me, il rispetto per le persone, anche in piccole cose come queste.
      Un abbraccio

  3. La nostra casa ci rappresenta. Quando la puliamo, la rinnoviamo, ne scegliamo i colori e gli oggetti, è come se lo facessimo a noi stessi.
    E’ un atto d’amore verso di noi, e come ci sentiamo bene dentro poi… o no?
    Love
    L

    • Decisamente sì. La casa è il nostro rifugio, il luogo dove stiamo bene, almeno così dovrebbe essere e se è accogliente, tutto diventa più facile… Non servono grandi cose o lussi sfrenati, solo che sia un accogliente.
      Ciao 🙂

  4. Sembra che oggi essere normali, gentili, sorridenti, almeno un pò, quanto basta, essere disponibili verso gli altri, pensare al bene che c’è in ognuno anzichè al male, pare che questo modo di essere normali sia diventato eccezionale.
    Pare che si diventi eroi, ormai, ad essere solo delle normali persone gentili.

    Io – non vorrei scandalizzarti – comincio sempre più ad avere l’impressione, quando giro per la città, che le facce… interessanti, quelle che hanno da dire qualcosa, quelle che hanno un persona vera dietro, quelle che hanno storie, vita, sentimenti reali, siano le facce dei poveri cristi. E tra questi, gli immigrati sono la maggior parte.
    Noi, noi benestanti, cittadini, urbani, lavati e profumati, sempre con la puzza sotto al naso, sempre incazzati, sempre pronti a fregare quello che ti sta al fianco…

    Leggere il tuo post mi fa ricordare che non siamo soli, noi che restiamo normali.
    Siamo una folla, un’immensa folla che aumenta di numero, che è fatta di ragazzi, dolci e belli, di adulti, impegnati a faticare tutto il giorno, di anziani, affannati a portare avanti le durezze dell’età e di vecchietti, più dilci e più belli dei ragazzi, perchè loro, di più, hanno addosso la patina del vissuto che non si possono lavare.
    E quella patina, sa sempre di pulito, di vernice fresca. Perchè quella vernice resta fresca anche a quell’età, perchè a quell’età quella vernice si mette a confronto con l’altra vernice, quella eterna della notte, e quella, si sa, ha un altro odore.

    • Non mi scandalizzi per nulla, lo credo anch’io. Aldilà della provenienza delle persone, credo che chi non è ancora stato risucchiato dalla mentalità che si genera inevitalbilmente in una società dove predomina l’interesse per le cose, possa ancora insegnarci o meglio ricordarci come eravamo un tempo. Ed è naturale che ora siano per lo più gli stranieri a poterlo fare, proprio perchè vengono da mondi dove la condizione delle persone è generalizzata e nasce quindi una sorta di istinto di mutuo soccorso e di comprensione.

      Dubito un po’, perdonami…sull’ “immensa folla” Quello che vedo e sento non mi dà questa sensazione…
      Ciao

      • Patrizia, anche se non fanno scalpore, quelli che sono come noi sono una folla immensa!
        Certo, a poco a poco qualcuno si perde, molti sono andati via….
        Hai letto Cecità di Saramago, o “Saggio sulla lucidità”: sono un pò metafore di quello che sta accadendo anche adesso qui da noi.
        Era accaduto anche altre volte. Inspiegabilmente. Accade che il Male attrae più del bene (ma questo è un pò il tema del post da me, aul quale ti ho risposto, se vuoi, passa di là) certe volte.
        Ma … è l’eterna lotta fra il Bene ed il Male (e quando si saprà il vincitore definitivo sarà una tragedia, perchè allora non ci sarà più nessuno a poterne gioire – versione ottimistica, alla quale apprtengo – o a maledire per sempre (per gli altri).
        Piero

  5. mi piace molto anche a me quel profumo di vernice fresca, di pulito!!!
    è vero sai, basta davvero poco!!!

    • A me piace molto anche perchè è uno di quei profumi legati all’infanzia. Mi torna in mente quando era mio padre a fare questo lavoro E a me piaceva starlo a guardare mentre mescolava il colore e come lo stendeva. ricordo che dicevo a tutti :” mio papà sta facendo la casa nuova…” 🙂
      Ciao e buona domenica

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