Bella signora


E’ perchè chiedo troppo
e lo so d’esser avida
e folle
in questo volere senz’ ombre  

E tu , bella signora
pelle liscia ed occhi sognanti
mi mostri i il  volto

lo sguardo  duro
di vento e grandine.

Bella signora…
bugia di molti

illusione di tanti…

© Patrizia.M.

3 risposte a “Bella signora

  1. La libertà è davvero una signora meravigliosa.
    Bisogna conquistarla ogni momento, ma lei ti ripaga con il suo sentimento dolce e leggero, con uno scambio continuo di amore mai padrone…
    Hai ragione nei tuoi versi, molti la scambiano per una signora equivoca, oppure la ignorano, per fermarsi a più facili … approdi…
    Ma dentro di noi ci deve essere il vero amore per lei, Patrizia.
    E’ qualcosa che non si può spiegare, ma è quello che ci spinge a trovare continuamente il nostro spazio, il nostro tempo, il nostro essere.
    Mi chiedo se siano davvero vivi quelli che si riescono a vendere, che si danno ad un padrone, che si istituiscono come lacchè, cortigiani, maggiordomi.
    Non hanno quel sentimento ad animarli.
    E forse non sono neanche degli esseri viventi, ma solo degli abusivi!
    Io non voglio parlare di politica.
    Non voglio fare discorsi, provare a convincere nessuno.
    Per oggi mi accontento di starmene a crogiolarmi con questa libertà che i gira vicino e mi addolcisce il giorno.
    I tuoi versi, che come hai confessato (nel senso che “io non avevo capito molto”) parlano della libertà, sono i benvenuti davvero.

    Buona giornatadavvero anche a te.
    Piero

  2. E a me piace leggere quello che gli altri percepiscono, altre chiavi di lettura che a volte mi svelano cose nuove, come già ti dissi una volta. E’ sorprendente vedere come gli stessi versi vengano interpretati in modi diversi e come a volte invece quealcuni pensa esattamente ciò che volevi dire quando hai scritto quelle parole.
    Questa è una cosa che mi è venuta in questi giorni così pieni di fermento per il nostro paese- La bella signora non è altro che la libertà, bella ma anche dura e feroce, perchè la libertà quella vera, richiede fatica e sacrificio per essere conquistata. E quella che io vorrei è forse un’utopia che ancora non vedo all’orizzonte. Non la vedo finchè non la sentiremo davvero dentro di noi, quella vera, quella senza ombre. Forse mai? Forse sì? Non lo so…
    La poesia politica, se così vogliamo chiamarla, non è molto nelle mie corde, ma ci sono momenti che mi vengono così e butto giù quello che viene.
    E’ vero, quando ci penso “io voglio”, ma non sempre il nostro volere coincide con potere, (inteso come riuscire a…) e questo in tutti i campi. Nella politica poi, ancora di più. Sono contenta che ci siano segnali di cambiamento, ma questo ancora non mi basta. Non ci si può fermare lì e accontentarsi, C’è molto di più dietro la parola libertà e questi signori possono essere un inizio, ma non certo l’obiettivo finale.

  3. C’è una bellezza finta e falsa, esteriore e vuota, col volto di vento e grandine, come dici tu.
    E c’è l’avidità e la follia con cui si manifesta il tuo desiderio assoluto, pieno di luce, senza ombre ad offuscarlo, puro anche nel suo essere totale.
    Forse è il desiderio della vita, o il desiderio di quaslcosa che hai dentro, di essere te stessa.
    Ognuno ha il suo desiderio: ma c’è desiderio e desiderio.
    Quello vano e passeggero.
    E quello che si abbevera alle fonti dell’Essere.

    Mi è piaciuta, in particolare, la prima strofa, le prime parole: è la prima volta che ti sento così determinata, tu che di solito sei molto delicata, sempre accuratamente riflessiva, quella che vuole spazi fatti solo cion angoli acuti, per non dover attraversare a passi troppo larghi le praterie dell’inconoscibile.
    Qui, tu VUOI!
    Avidamente.
    E poi vai a nasconderti dietro l’immagine malata, deforme della bella signora bugiarda.

    Un caro saluto,
    Patrizia

    PS. Io non so mica se inquadro davvero te, in queste analisi un pò folli, al limite del senso – o della perdita del senso – delle parole. Ma è questo il bello di poter leggere le poesie, che ognuno, leggendo, s’immagina quello che sente.
    E mi piace, poi, con te, poterti raccontare quello che, per me, tu ti stai dicendo.

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