Io lo ricordo


Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è.In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.

(Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975)


10 risposte a “Io lo ricordo

  1. Pensa Girasole! Mio papà è stato un IMI (Internato militare italiano), cioè prigioniero nei Campi di Concentramento in Germania. Tu non sai il bene che mi fai , col fervore di questo tuo ricordo del 25 aprile! Ti ringrazio vivamente! Ciao!

  2. Temo che cadrebbe in una depressione totale, senza via d’uscita!

  3. E’ perfetto anche nell’attualità, ahimè! non avrei voluto dover dire così, ma purtroppo la nostra Italia odierna rispecchia più che mai quanto scriveva allora Pasolini….e sono trascorsi 36 anni!
    Ciao , a presto

  4. passavo a lasciarti gli auguri di buona pasquetta… ma dopo aver letto pasolini non si può.
    buon 25 aprile girasole

  5. Caro Pietro, non posso che unirmi a queste tue parole. Come tutti quelli dotati di grande intelligenza e di grande anima, Pasolini sapeva vedere oltre e con le “antenne” che derivano dal connubio di genialità e sensibilità sapeva vedere oltre. Ecco perchè le sue parole sono ancora così attuali…
    Non c’è più è vero…ci è stato tolto per impedirgli di scuoterci ancora le coscienze, ma la parola dei grandi non si cancella e vive…vive…vive…
    E’ necessario tenerla viva per permettere a lui e a tutti i grandi come lui, di continuare a parlare, per annullare il silenzio che ci gravita intorno, per loro quello della morte, per noi quello dell’indifferenza.
    Ciao

  6. Era un vero angelo, Pier Paolo, un profeta, un veggente.
    Lui diceva cose che sono, ancora oggi, sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vuol vedere, cose che tutti fingono di ignorare.
    Ma lui le diceva!
    E con quale forza!

    Sentilo, sentilo, con quanta durezza sapeva vedere e dire!
    Oggi ci manca.
    E’ uno, come Faber, che ci manca, che ha lasciato un vuoto incolmabile per la nostra nazione.

    Buon 25 aprile!

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