Eppure


Eppure lo senti
bussare insistente alla tua porta,

lo vedi
serpeggiare subdolo tra i banchi del mercato.

Risuona alle tue orecchie la parola tradita,
travestita di dubbi e paure.

Eppure nessun brivido ti scuote le spalle.

Che farai quando scoprirà il volto
e vedrai  tra le sue mani

il marchio a fuoco
che t’inciderà la pelle?
© Patrizia.M

17 risposte a “Eppure

  1. Pingback: Notte | Il mio angolo

  2. La poesia dice: “Eppure”. Sì Girasole! Eppure il nostro è un meraviglioso Paese! Eppure c’è ancora qualcuno e qualcosa di vero e genuino! Eppure c’è ancora chi spera, crede, ama per davvero!. E’ vero! E’ poco, ma…è meglio di nulla! E’ vero: siamo fragili ma…siamo liberi! E’ vero: ci manca il coraggio ma…se lo vogliamo per davvero: Possiamo! A presto!

  3. Hai ragione Girasole! Se la tua poesia si riferisce al nostro atteggiamento nei confronti della politica, davvero c’è da chiedersi perchè siamo così attoniti, immobili, increduli, incapaci di reagire e difendersi!!! Pur avendo capito! Forse abbiamo paura del peggio e continuiamo a sperare???? Non sò! Quello che è certo, secondo il mio modesto parere, è che stiamo perdendo diritti e libertà e…presto, ci ritroveremo col “marchio” sulla pelle. Bellissima poesia: davvero! Un abbraccio!

    • Grazie Nives per essere tornata a leggere la mia risposta. Sperare sicuramente è d’0bbligo, la speranza permette di non arrendersi ed è alla domanda che mi pongo :”Che farai?” che la lego stretta.
      Che faremo? Una domanda la cui risposta richiede molto coraggio. Coraggio di guardare in faccia la realtà e saperla riconoscere. Ed agire.
      Ma anche per questo ci vuole coraggio e non so se le forze siano sufficienti in questo nostro meraviglioso e triste paese.

  4. Ma che belle le tue poesie…

  5. urka… da recitare nel trailer di un film horror…

  6. Caro Pietro,spero tu abbia ragione. Leggo le tue parole e spero tu abbia ragione. Se devo essere sincera, ho seri dubbi sul fatto che sia una fortuna assistere al prossimo futuro. Ma apprezzo e sono sempre grata se qualcuno riesce a farmi vedere il bene che io non riesco a vedere, o meglio, che vedo…ma che percepisco come destinato a soccombere.
    Comunicare qui è forse un modo per tentare di vincere questa sensazione d’ineluttabilità.

    • Patrizia, io sono davvero convinto – certo, anche, direi – che la realtà abbia due componenti, du facce, due “poli”, due “princìpi”.
      Chiamali, se vuoi, il Bene ed il Male (ma così gli infondiamo un giudizio di valore; forse sarebbe più “neutro” dire che si tratta del Bianco e del Nero, del Giorno e della Notte, della Luce e delle Tenebre).
      Sono ingredienti fondamentali senza i quali non si forma la realtà.
      Forse possono esistere anche altri ingredienti, altrettanto fondamentali, per far nascere quella cosa, la realtà.
      Ma seriamente non credo più che basti l’idea di un Principio unico per spiegare ciò che accade.

      • Sono d’accordo con te. Sicuramente non è pensabile l’esistenza di un Principio unico. Credo che la realtà che ci sta intorno, il mondo, ce lo dimostri concretamente ogni giorno. E’ sull’equilibrio di questi principi che a volte mi viene da riflettere. Equilibrio che mai è stato raggiunto nella storia dell’umanità e mai forse sarà raggiunto. Abbiamo vissuto momenti in cui l’ago pendeva da una parte e altri in cui pendeva dall’altra. Quello che temo è che sia arrivato il momento in cui uno prenderà il spravvento definitivo sull’altro e ciò vedo e vivo e respiro, non mi fa protendere verso uno sbilanciamento verso la Luce.
        Ci spero per rimanere viva dentro, ma non ci credo molto.

      • Patrizia, l’equilibrio non si troverà mai, non sarà mai definitivo.
        Non è questo che possiamo sperare.
        La lotta tra la Luce e le Tenebre è una lotta perenne.
        Però non siamo spettatori inermi di qeusta lotta eterna, anzi, siamo parte in causa e ci dobbiamo schierare, o di qua o di là.
        E saremo anche aggrediti alle spalle con le armi sleali delle tentazioni e della paura, armi che ornano la cintura delle Tenebre.
        Ma noi possiamo esercitarci ogni giorno, diventare guerrieri valorosi ed eroici.
        Abbiamo dalla nostra parte il cuore e tutte le sue infinite capacità di leggere la realtà e di farci paladini di quello che sentiamo giusto.
        Non dobbiamo mica essere eroi! A quelli, agli eroi, spetta la parte passiva di essere morti.
        Dobbiamo essere guerrieri quotidianamente impegnati nella nostra vita normale.
        Domandarci se possiamo venderci per un prezzo così basso com’è quello che ci può mai offrire il “mercato” (qualsiasi cosa voglia dire questa metafora) e rispondere anche con un bel NO.
        E’ possibile anche questo.
        E, in fondo, ognuno di quei NO ci renderà diversi dagli altri, facendoci guerrieri della Luce ( e la lasciandfo a loro, agli altri, il ruolo di paladini delle Tenebre).
        Un salutone

      • Caro Pietro, lungi da me pensare che tale equilibrio possa mai essere raggiunto, non credo che l’animo umano lo consenta. E poi non credo servirebbe a molto: l’equilibrio tra il buio e la luce, non porta a nulla di definito e non è destinato a durare. Anche la natura ce lo insegna. L’ottimale sarebbe un definitivo sopravvento della luce sul buio, ma anche questo non è possibile secondo me.
        Certo è necessario schierarsi da una parte o dall’altra ed agire nella propria vita quotidiana in coerenza con tale scelta. Su questo sono d’accordo con te. Si fa una scelta e la si porta fino in fondo per coerenza e perchè si ritiene giusto agire in questo senso. Da qui poi a illudersi che le cose possano cambiare….beh…ci vuole molto ottimismo oggi, ottimismo che io non ho. Ma in fondo, in fondo…la speranza resiste sempre e se la mia ancora ogni tanto si fa vedere con qualche bagliore è perchè, come già ti dicevo credo, il mio lavoro mi “costringe” a continuare a crederci. Il gioro che la dovessi perdere completamente, smetterei anche di fare questo lavoro. Ma ancora non è successo…
        Cioa e grazie per la tua attenzione.

  7. Buon giorno Girasole!
    Forse non comprendo il sentimento vero che esprimi in questa poesia.
    Mi chiedo perchè sei così certa di “….vedere tra le sue mani, il marchio a fuoco, che t’inciderà la pelle???
    Se questo sta nel futuro…perchè considerarlo già certo???
    Buona giornata carissima!

    • Cara Nives, premetto che sono pessimista di natura e forse è per questo che certi segnali mi hanno fatto presagire un qualcosa di molto negativo che si sarebbe avverato. Quesi versi infatti sono di due o tre anni fa e purtroppo non mi sembra di essermi sbagliata di molto. Quello che mi faceva più rabbia era l’indifferenza della stragrande maggioranza delle persone verso quei segnali che pure a me sembravano e sembrano ancor oggi molto evidenti. Oggi tutti gridano allo scandalo e s’indignano ma allora …nessun brivido scuoteva le spalle…
      Scusa la lunga replica, ma ci tenevo a spiegare queste parole dato che la “poesia politica” non è esattamente una forma in cui mi cimento spesso .
      Grazie della tua attenzione e buona serata 🙂

  8. L’angoscia non deve mai essere senza speranza. Questi tuoi versi sono alquanto inquietanti, ma ho trovato un senso di tranquillità nelle poesie precedenti a questa, che per altro mi ero persa. Ho ggirato poco in questi giorni: ora va meglio e sono venuta a lasciarti il mio saluto e a ringraziarti degli auguri. Un bacione

    • Ciao Paola, sono contenta di sapere che le cose vanno meglio… 🙂
      Hai ragione, ma in questo mondo in questo tempo, faccio sempre più fatica a conservarla la speranza.
      Ciao cara e bentornata!

  9. Parole d’inquietudine, cara Patrizia.
    Lo stesso sentimento che sento io, a volte, perchè è questa l’atmosfera che si respira in giro per il mondo.
    Stiamo vivendo un’epoca di trasformazioni grandissime, niente resta al posto suo, tutto gira al contrario … e questo mette inquietudine, ansia, paura.
    Ma io credo che in ogni cosa, in ogni realtà, ci sia una doppia faccia, quella cattiva, dura, il Male, e l’altra buona, dolce, il Bene.
    Così, se è vero che tutto sta cambiando, intorno a noi, è anche vero che a noi tocca un destino d’avventura straordinario, di esploratori, osservatori, reporter, come ti pare, di inviati … nell’occhio del ciclone!
    Paura?
    Si.
    Ma anche brividi di meraviglia: chi di noi non è mai restato affascinato dall’idea di essere il testimone del Big Bang, o della scoperta dell’America?
    Proprio a noi tocca una fortuna di questo genere !

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