Controluce


(Ispirata all’opera “Gaza” di Osvaldo Contenti)

Là, dove il cielo distende le dita
si dissolve il giorno
in colori trattenuti a stento.

Là, forse
tra brandelli di stoffa
s’impigliano i sorrisi
adagiando le ali.

© Patrizia.M.

“Gaza”  di Osvaldo Contenti

8 risposte a “Controluce

  1. Cara Patrizia, cominciamo con una cosa: ieri era il tuo onomastico, no? In ritardo, ecco i miei auguri (se vuoi essere buona, puoi considerarli i primi per il prossimo).

    Sui tuoi versi, sofferti e dolenti, cosa posso dire senza essere banale?
    Parlano e sono dedicati a quello che accade poco lontano da noi e richiamano alla mente altri dolorosiaccadimenti che si stanno sanguinosamente svolgendo sotto gli occhi indifferenti di un mondo troppo intento a leccarsi le ferite di una crisi economica che rende troppo costoso un reale impegno per porre fine alle stragi dei quei poveri cristi che muoiono sotto le bombe e i colpi di fucile di prepotenti dittatori.

    Mi fanno venire in mente anche un’altra cosa, di cui non si parla molto ma che mi sembra davvero drammatica.
    Hai sentito/visto cosa stanno facendo i soldati americani in Afghanistan?
    Dovrebbero andarsene via fra poco, erano cominciati i colloqui segreti con le fazioni talibane più moderate per definire le modalità … di fuga, pardon, le modalità per lasciare il Paese.
    E invece non vogliono andarsene: bruciano copie del Corano, sparano contro gli inermi simulando crisi di follia quando invece si tratta, secondo me, con tutta evidenza, di attentati contro le decisioni che Madrepatria sta prendendo, pisciano sui cadaveri dei poveri cristi mortiammazzati per terra (scusa la voglarità delle parole, ma i fatti sono questi), violentano, torturano… e Obama deve chiedere scusa!
    Io penso sia un vero … complotto, evidente e sotto gli occhi di tutti.

    Perchè accade tutto questo, Patrizia?
    Il sangue, i morti, le sofferenze, il disprezzo della dignità degli uomini sono un ottimo ricostituente per chi commercia in armi. Le fazioni che si arricchiscono così sono molto forti tra i palestinesi, fra gli israeliani, fra gli americani …
    La pace, come la cultura, fa crescere il PIL di tutti, ma richiede educazione, valori civili, coscienza politica e queste vanno a discapito di chi si arricchisce troppo facilmente.
    E’ questo il misero gioco che abbiamo sotto gli occhi.

    Sai, sto diventando un pò troppo anarchico, sarà l’età che incombe, sarà la saggezza che questa si porta appresso.
    Non riesco anon vedere che il mondo si è votato a quel Vitello d’oro che Mosè fece fondere quando discese dal Monte Sinai con le famose Tavole della legge.
    Insieme al Vitello d’oro, fece sterminare tutti i suoi fratelli ebrei che avevano adorato l’idolo sacrilego.
    Ecco, mi pare che quella antica storia narrata dalla Bibbia, oggi, racconti molto fedelmente ciò che sta accadendo nel mondo.
    L’ordine dei fatti che vediamo non è lo stesso della storia biblica, perchè lì c’è una sequenza che vede trionfare i fedeli del dio ebraico.
    Oggi, invece, i fatti ci dicono che non solo gli infedeli di Aronne, ma anche Mosè ed i suoi seguaci ed anche tutti gli altri popoli del mondo, hanno preso ad adorare il simulacro d’oro del Vitello.
    Il sangue che vediamo scorrere, quello che scorre sopra le tue parole, che le incendia, le rende vivida fiamma, amica mia, quel sangue dei poveri cristi, è il sangue delle vittime sacrificali di cui quel Vitello si nutre, vorace, famelico, impietoso.

    Io suggerirei agli uomini di modificare il nome del loro dio.
    Non più Vitello d’oro, ma soltanto dio dell’Oro.
    Per i luoghi di culto, i paramenti sacri, i riti, basta varcare le soglie degli Istituti bancari e guardarsi attorno.
    Fedi da osservare, fedeli in preghiera, officianti in abito da cerimonia, riti e procedure, gerarchie di prelati e giudizi universali… cosa ti pare, che manchi qualcosa?
    Ah, si certo, gli altari per i sacrifici e le vittime insanguinate.
    Per quelli, rinvio alla foto che tu stessa hai postato.

    A dire queste cattiverie mi sento stringere il cuore, ma questa è la verità che vedono i miei occhi.
    Per questo ho bisogno di un bacio da te.

    Piero

    • Caro Piero, grazie per i tuoi auguri, è vero…ieri era S. Patrizio. Mi fa sempre uno strano effetto sentire il mio nome associato ad un San, anche se al maschile.:-)
      Sono validi anche se in ritardo, validissimi, non ti preoccupare:-)

      Ma veniamo alla parte importante del tuo commento. Come tutti anch’io seguo ciò che avviene nel mondo, perchè è giusto farlo, perchè ne faccio parte, ma sapessi amico mio, quanto è difficile a volte imporsi di continuare a farlo…
      Perchè avviene tutto questo? Lo hai detto tu stesso. Il dio denaro ormai regola le nostre vite per mano dei potenti. E finchè ci sarà potere, questa sarà la strada. Questa è sempre stata, è la storia dell’uomo… Dici di sentirti un po’ anarchico ultimamente. Ti comprendo, anch’io spesso mi sento così, anzi…forse anche un po’ più di te. E poi rifletto: l’anarchia è una bellissima utopia, ma conoscendo l’anima dell’uomo nella sua generalità, credo che sarebbe il colpo di grazia. E quindi? Non so…davvero…a volte mi sento come in trappola, senza via di fuga.
      Non so trovare risposte, possibilità se non la speranza in un improvviso guizzo di cuore nell’animo dell’uomo. Una specie di miracolo? Forse…ma non so chi potrebbe farlo accadere. Se avessi fede pregherei un dio, ma non ce l’ho e posso pregare solo l’uomo. Nutro pochissime speranze che ascolti me, che ascolti noi, noi tutti che vorremmo un mondo diverso…ma prego ugualmente perchè non posso far altro. Noi tutti vorremmo un mondo diverso, ma per sconfiggere i poteri ci vuole coraggio, determinazione e senso del giusto. E oggi non ne vedo. Vedo indifferenza, chiusura ed individualismo a tutti i livelli: politico, soggettivo ed anche nostro, sì…anche nostro….E’ un cane che si morde la coda…
      Che dirti amico mio? Non so…davvero non lo so…
      Un bacio con tanto affetto.

      • Cara Patrizia,
        le tue parole, lo sai, possono essere mie.
        Ti aggiungo solo che la speranza non può morire mai. Non per l’ottimismo dei sentimenti, ma per quello della ragione.
        La metto così: passeggiando per Roma, poggio i piedi dove furono schiavitù, dittature, torture, decapitazioni, impiccaggioni, crocefissioni, roghi, congiure assassine, linciaggi, impiccaggioni… sangue su sangue.
        La vita oggi, a Roma, però, non è la stessa di quei tempi, anche se troppe volte ancora si ammazza.
        Lentamente qualcosa cambia, nel mondo.
        I dittatori, i re, gli imperatori, i papi, i tiranni, i ricchi, i potenti, i prepotenti, gli impostori, i congiurati, i cospiratori, i terroristi, e tutte le belve assetate di sangue passano e non lasciano un segno irreversibile nella storia.
        Questo mi sussurrano le antiche vestigia di Roma quando parlo un poco con loro, mi dicono che nessuno è riuscito a portarsi appresso per sempre la sua effimera gloria. Di loro non resta che povera, misera, polvere, resti rosi dai vermi, scarti che non posseggono più nulla dell’altera presunzione di quando erano vita.
        Per questo penso che ci sia sempre spazio per la speranza che il mondo possa farsi migliore.
        Il puzzo di quegli scarti putrefatti è forte ed è l’unica vera traccia di chiunque voglia farsi potente a spese degli uomini.
        Non so, è vero, se gli scarti di chi ebbe amore per i suoi fratelli siano meno disgustosi o puzzolenti.
        Ma loro, almeno, riposano in pace nel ricordo di quelli che furono amati.
        La mia speranza si nutre di questo.
        Poco o molto che sia, è tutto quello che ho.
        Un bacio.
        Piero

  2. Immagini forti, visi strazziati dal dolore, le tue parole cercano di trovare a quest’orrore uno spiraglio di luce.
    Un saluto
    Lucia

  3. Ciao.
    Percepisco i tuoi versi come una versione edulcorata dell’immagine tragica, sbaglio?
    Buon fine-settimana.

    • Ciao Carmine, non so se si tratta di una versione edulcorata, Sono solo le immagini che mi sono nate guardando quest’opera. Forse solo il tentativo di andare oltre e immaginare qualcosa di diverso: un mondo diverso, un uomo diverso…
      Grazie 😉

  4. l’orrore per davvero…

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