Sono davvero amenità?


17 Marzo: festa dell’Unità d’Italia. Era ora!
Mi sono sempre chiesta perchè una tappa fondamentale della nostra storia non abbia mai avuto un riconoscimento di questo tipo. Può piacere o meno, si può essere d’accordo o meno, ma non si può negare a questo avvenimento la  dignità di evento storico dalla portata determinante.

Non sono certo una nazionalista, nè una fanatica. Quello che mi spinge a scrivere su questo argomento è la sensazione che ci sia un uso strumentale  da parte di certi ambienti politici e non solo.

La nostra ministra dell’istruzione Gelmini vuole che le scuole rimangano aperte.
Vado oltre la semplicizzazione che le scuole non condividono tale volontà solo per non perdere un giorno di vacanza. Vado oltre e rifletto.
Anche una semplice cosa come dare un carattere di festa nazionale a questo giorno, ha la sua importanza. E’ la percezione che l’avvenimento che si celebra è tale da essere oggetto di doveroso ricordo e riflessione. Togliere questa veste contribuisce, a mio modesto avviso, a sminuirne l’importanza.
Mi chiedo poi perchè la ministra non si preoccupi dei giorni di scuola persi ogni volta che ci sono le elezioni e referendum vari. Minimo sono ogni anno tre giorni che se ne vanno.
Non sarebbe ora di trovare un’altra soluzione?

Umberto Bossi, dice che” si deve lavorare e che la festa sarà percepita in modo diverso e con diversa intensità a seconda dei luoghi…” ???
Che significa questo? Che dev’essere una festa solo di una parte di cittadini?
Allora qui si tratta di stabilire se l’Unità nazionale è qualcosa a cui la stragrande maggioranza di noi tiene, oppure no.
Perchè se lo è le parole di Bossi non hanno senso, se invece non lo è, sarebbe magari interessante capire perchè. Forse perchè poco è stato fatto per rendere coeso questo popolo?
Certamente non dalla Lega viene, nè verrà mai la volontà di cominciare dato che tutto sperano tranne che l’Italia sia un paese unito soprattutto mentalmente. (Tengo a precisare che non sono contro il federalismo ma non nei termini di come lo propne la Lega.)

Mario Borghezio: “…se si decide di festeggiare il 17 marzo allora bisognerà abolire il 25 aprile. Se la festa per l’Unità d’Italia servirà a rappresentare «anche la riconciliazione fra vincitori e vinti delle guerre del Risorgimento, in questo caso potrà venire riconosciuta e rispettata da tutti. Ma se diventerà la nostra festa nazionale, sarà indispensabile abolirne un’altra, quella del 25 Aprile, che è e resta tutt’oggi una ricorrenza di parte”

Io sarò anche dura di comprendonio, ma sinceramente, questa non l’ho capita.
Cosa c’entra la riconciliazione col celebrare un avvenimento storico importante del nostro paese? Certamente è giusto non alimentare, nè nutrire sentimenti d’odio per gli sconfitti, ma di questo avvenimento siamo tutti figli. Tutti siamo nati e cresciuti in un paese unito e tale evento fa comunque parte della nostra storia, di quel passato che ci ha portato fino a qui.

Che significa che bisogna abolire il 25 Aprile che sarebbe una ricorrenza di parte? Di parte? Forse Borghezio dovrebbe ricordare che se oggi lui può dire il suo pensiero ed è libero di fare le sue cazzate (perchè ne ha fatte tante, ma questo è solo il mio libero e personale pensiero) forse è anche merito di quelli che hanno combattutto perchè arrivasse quel giorno di liberazione.
Se poi quelli che hanno combattuto perchè questo giorno giungesse erano di una  sola parte, (affermazione questa che per altro non è nemmeno esatta…) non è certo colpa loro.
Poi se lui non lo vuole festeggiare, libero di farlo.

Gli industriali vogliono che le fabbriche rimangano aperte. Beh…qui non credo ci sia bisogno di commenti, visto che, come abbiamo visto recentemente, se potessero toglierebbero anche la domenica.

Non è mia abitudine scrivere di politica, se non quando qualcosa mi fa veramente scatttare la molla. Ho la sensazione che tutto questo sia solo un modo per sminuire una parte della storia che non piace a una parte politica. E questo non mi va giù.

4 risposte a “Sono davvero amenità?

  1. Uh scusate.
    nel mio precedente messaggio, ho fatto confusione con le date.
    Ho parlato di festa del 4 marzo invece che del 17, Precisamente ho fatto confusione tra la data di promulgazione dello Statuto Albertino (4 marzo 1848) e la data di proclamazione del regno d’Italia (17 marzo 1861).

  2. ITALIA MIA, BENCHE’ ‘L PARLAR SIA INDARNO

    Cosa vuoi che ti dica,
    ormai la nostra democrazia ha raggiunto uno stato di degrado tale che sarebbe opportuno fermarsi un attimo e fare un po’ di autocritica. La casa è vecchia e ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione
    Siamo arrivati al punto che un pinco pallino qualsiasi può alzarsi e dire la prima fesseria che gli viene in mente. E, se questa fesseria è condivisa dalla massa, tanto di guadagnato.
    Mi sa che, a proposito di democrazia, aveva ragione la buonanima di Platone. L’antico filosofo graco diffidava di questa forma di governo perchè ne temeva le degenerazioni: in sostanza il trasformarsi della democrazia in oclocrazia cioè “governo delle masse” (e quando governano le masse…beh… no comment) Forse è questo il problema. Per assecondare i tiramenti della massa, gli attuali governanti fanno a gara a chi le spara più grosse…. il discorso sarebbe lungo e rischierei di andare furi tema.
    Tornando alla festa del 4 marzo. non capisco che cosa ci sia da festeggiare. A scuola ci fanno una testa così su Garibaldi, Mazzini & Co.
    E poi, approfondendo meglio la questione, si viene a sapere che l’unità d’Italia altro non è che un compromesso tra gli industriali del nord e gli agrari del sud, che la più importante fabbrica italiana di automobili, nata nel 1899, è comparsa sulla scena mondiale quando le altre case automobilistiche europee erano già conslidate. Con il risultato che, per piazzare i suoi prodotti, la suddetta impresa ha dovuto adottare provvedimenti protezionistici, alzando i dazi doganali. E non sempre la qualità del prodotto era proporzionale al suo prezzo.
    E che mi dite dello scandalo della Bamca Romana? Già allora (fine diciannovesimo secolo) i politici avevano l’abitudine di prendere le mazzette per fare poi gli interessi di chi li paga pronta cassa e non di chi li elegge
    E la storia non è finita.
    Cosa si deve pensare. Che certi germi sono connaturati al DNA italico? Si rischierebbe di ridursi al livello di chi faceva dell’eugenetica una scienza e predicava la differenza tra le razze.
    Sono perplesso e confuso.
    Scusate il cinismo, ma se il 4 marzo mi tocca lavorare, almeno avrò la soddisfazione di vedermi pagata giornata doppia.
    Come vedete: non tutti i mali vengono per nuocere.

    Saluti

    • Ehi…ciao! Mi fa piacere che mi hai lasciato un segno. Che vuoi che ti dica io…? Sai quanto sia lontana da me la politica e di questi post ne troverai davvero pochi qui. Sai anche che sono un’stintiva e che non ne so molto di aspetti economici e via dicendo… Quello che so è che anche se il Risorgimento ha i suoi scheletri nell’armadio e come tutti i periodi e gli eventi storici non è esente da ombre e da eccessive enfatizzazioni, le polemiche di questi giorni riguardo a tale data mi hanno dato molto fastidio. E’ sull’onda di questo fastidio che mi sono messa a scrivere questo post. Come mi danno fastidio le strumentalizzazioni dall’altra parte. In realtà, la sensazione che ho è che a nessuno freghi niente se il nostro paese resti o meno unito. Anche questo è solo un’opportunità per sputarsi addosso. Questo non toglie che la mia personale speranza è di poter ancora vivere in un paese unito e non mi sento di rinnegare questo evento che sento comunque far parte anche della mia storia.
      Ciao e grazie del passaggio. 🙂 A presto

  3. No, non va giù! basta che qualcuno si alzi in piedi( o farse rimane anche seduto.. ) e dica una fesseria qualsiasi e tutto viene smontato!!!!e qui si parla di una legge, approvata ed emanata per una cosa eccezionale: non è che ogni anno è il 150° dell’unità d’Italia !!!! per quel giorno ci vorrebbe che si organizzasse uno sciopero generale, ma sarà in grado l’opposizione di farlo? anch’io non amo scrivere di politica, ma talvolta l’ho fatto, giusto quando non se ne può più..ora l’avvilimento supera tutto! comunque, qui ho detto la mia così come sempre faccio appena si presenta l’occasione.
    Un abbraccio

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