Le rose che amavi (A mia madre)


Sbocciavan le rose
e tu te ne andavi
con la fretta di un vento
rabbioso.

Quelle rose che tanto amavi…

Null’altro scorgo, ora
dietro le finestre sporche.

Appena un tocco,
un soffio,
uno svelar sommesso

dentro il grembo acerbo
d’un freddo mattino

© Patrizia.M.

 

 

7 risposte a “Le rose che amavi (A mia madre)

  1. Pingback: Madre (29/4/’90) | Il mio angolo

  2. Questa poesia è sicuramente una delle mie preferite, tra le tue che finora ho letto. L’ho anche votata! Complimenti.
    Carmine

  3. E’ così bella e piena di sensibilità.
    Ti lascio il mio saluto con un abbraccio a presto

  4. bellissima!
    in questi giorni dei primi di novembre la vita sembra davvero più effimera di un ombra che veloce passa.. e ne sento tutta la tristezza

    • No…perchè tristezza…io invece lo trovo un periodo denso di tenerezza. Malinconica certo, non potrebbe essere altrimenti, ma la malinconia del ricordo non è mai triste, è dolcemente calda.
      Un caro saluto

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