Maledetta poesia


Porgi parole alle mie labbra
ed è come un grido che s’arrende all’urgenza
un ridere breve
un gesto concreto sfuggito all’evidenza.

E cerco altre parole
in una fuga di soppiatto
condanna definitiva all’essermi dentro.

Giacerò con te,
attraverso te
e se più non troverò parole

agghinderò lo sguardo
col grigio cerchio delle ore.

© Patrizia.M

4 risposte a “Maledetta poesia

  1. Pingback: Giornata della poesia | Il mio angolo

  2. Cara Patrizia,
    c’è tutto il tuo amore, la tua anima, direi, per la poesia, in questi versi.
    Noi che siamo “poeti dilettanti” abbiamo una passione che urge, che scoppia e amiamo le parole, i suoni delle parole, l’ordine delle frasi che obbedisce alla nostra necessità, il potere di decidere una sintassi che esprima la nostra volontà e l’asservimento delle nostre labbra al volubile desiderio di cantare di una Musa che abita nel nostro intimo più privato.
    I poeti professionisti hanno doveri diversi, letterari, culturali, economici, di mercato…
    Noi no.
    Per noi solo l’eco di una caverna è soddisfazione, espressione, comunicazione…
    L’eco di quella caverna è come la materia per uno scultore.
    La si modella, la si scolpisce, raschia, liscia, leviga, consuma…
    Noi parliamo da soli, ma parliamo per altri.
    Se parliamo è per mettere a nudo qualcosa che ci identifica, come o forse più dei nostri stessi tratti somatici.
    Ma quelle parole non sono la nostra voce.
    Non ci appartengono.
    Sono le impronte digitali del genere umano.
    Per questo risuonano.
    Come un’eco, o un rantolo, o un sospiro, o un tuono.

    Ma io ho ecceduto, perchè qualcuno ha usato, molto più umilmente della mia presunzione, queste parole, per dire della poesia:

    Wislawa Szymborska –
    Ad alcuni piace la poesia

    Ad alcuni piace la poesia
    Ad alcuni –
    cioè non a tutti.
    E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
    Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
    e i poeti stessi,
    ce ne saranno forse due su mille.

    Piace –
    ma piace anche la pasta in brodo;
    piacciono i complimenti e il colore azzurro,
    piace una vecchia sciarpa,
    piace averla vinta,
    piace accarezzare un cane.

    La poesia –
    ma cos’è mai la poesia?
    Più d’una risposta incerta
    è stata già data in proposito.
    Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
    come alla salvezza di un corrimano.

    Ecco, cara Patrizia, le nostre parole sono come un corrimano a cui stiamo aggrappati!

    Un bacione,
    Piero

  3. sì, lo credo anch’io…
    😉

  4. Questa E’ la poesia. E’ la poesia che ci massacra, ci consola, ci fa fare capriole come saltinbanchi. Finchè avrai poesia dentro di te, sarai VIVA!

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