L’isola che canta


Interessante raccolta di giovani poeti cubani.
Autenticità, voglia di tentare il nuovo, un distacco deciso e consapevole dalla mitizzazione di un passato glorioso ma non esente da ombre e baratri traspaiono da questi versi.

Aria nuova alla poesia dunque, di poeti nati dopo la Rivoluzione che ad un certo punto rivendicano il diritto di mettere in discussione il passato dei padri e di cercare nuove strade, nuovi pensieri, nuove realtà.

Con loro ritroviamo il gusto della scoperta, dell’errore e il rifiuto di accettare passivamente un passato che non riconoscono. Da ciò deriva sì, una certa perdita d’identità, del senso della propria esistenza, ma essa diventa substrato essenziale per un processo di ricerca vitale e creativa.

Molti sono i nomi che hanno contribuito a questa raccolta, alcuni sono cantautori ma come spesso avviene, la musica d’autore diventa un tutt’uno con la poesia, specie in un paese dove la musica è anima che pervade ogni aspetto della vita.

Accanto all’ ermetismo un po’ oscuro, almeno per me, coesistono poesie sorprendenti che accarezzano temi politici ed intimistici con un’intensità in grado di far sobbalzare l’anima.

Queste sono solo due, giusto per dare l’idea. Faticando molto, le ho scelte come rappresentative, non con un criterio oggettivo, ma solo sulla base dell’emozione che in me hanno suscitato.

Dagli occhi di un bambino

Dagli occhi di un bambino decollano gli aeroplani.

Se chiudesse gli occhi cadrebbero.

Solo il suo stupore li mantiene sospesi,

la sua piccola mano li innalza,

il suo cuore li muove e li allontana.

Senza un bambino appiccicato ai vetri,

alle alte ringhiere di una terrazza adulta

gli aeroporti morirebbero d’orrore.

Un bambino non potrà mai pronunciare la parola

“aeronautica”

ma da lui dipenderà l’imitazione dell’uccello.

Un bambino non saprà calcolare le distanze

ma è lui la garanzia del ritorno.

Ogni aeroporto deve avere un bambino incollato ai vetri,

accanto agli altoparlanti,

dovunque si acquatti la paura.

Grazie a lui durerà meno lacrime

il rientro di tutti,

dorrà meno baci l’addio delle madri

e le hostess potranno prescindere da avvisi insulsi,

Un aeroplano per aria

sono molti bambini che guardano l’orizzonte.

(Alexis Diaz Pimienta)

Naufragi

Tutte le mie lettere le ha finite l’acqua.

Non mi lascia mettere altro che i nomi

non ho potuto scrivere dell’amore che mi sento.

Ogni foglio pesa di più

scriverci mi lascia più stanchezza.

I nomi giusti li ho detti appena,

non ho capito la vita;

se mi resta una qualche verginità, è questa.

(Antonio Josè Ponte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...