Gli ulivi del Salento


Chi ha il coraggio di lottare per un territorio, per gli alberi, per la terra, sfidando tutto e tutti, merita il rispetto, la stima e il plauso che si tributano agli eroi.

Andate avanti Salentini, non mollate, l’Italia pulita e vera, è lì con voi.
 

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Tu, placido, pallido ulivo, 

non dare a noi nulla; ma resta!
ma cresci. sicuro e tardivo,
nel tempo che tace!
ma nutri il lumino soletto
che, dopo, ci brilli sul letto
dell’ultima pace!”

Giovanni Pascoli (La canzone dell’ulivo- Canti di Castelvecchio)

 

Segnalibri per bambini


Possibili filastrocche da scrivere sul retro del primo e del secondo segnalibro.

(Gli altri due sono ispirati al libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di L. Sepulveda.)

Amo le filastrocche

quelle strane e quelle sciocche.

Faccio rime coi finali

cerco sempre suoni strani:

un violino dal suono fino,

un tamburo dal suono duro…

Cerco parole e ne faccio storielle

per farvi ridere a crepapelle.

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C’è un libro per ogni stagione:

per i giorni d’inverno una storia calda

che come un abbraccio ti riscalda,

d’estate invece una storia fresca

che porta musica e ore di festa.

In primavera una storia gentile

fiorita e splendente come un monile

E quando poi arriva l’autunno

ecco una storia rossa e arancione.

Allora è vero!

C’è proprio un libro per ogni stagione.

 

 

Giornata della poesia


Per nessuna ragione (Giovanni Raboni)

Per nessuna ragione,
sapendo quello che succede,
mi vorrei risvegliare in questo mondo.
Ma già pensandolo (pensando
di pensarlo) so anche
che non è vero, che per quanto
ignominioso sia il presente io mai
rinuncerei, potendo scegliere,
a starci, magari di sghembo
e rattrappito d’amarezza, dentro.
Forse, mi dico allora,
non è per me che parlo, è qualcun altro,
nato da poco o nascituro,
ad agitarsi nel mio sonno, a premere
da chissà dove sul mio cuore,
a impastare parole col mio fiato.

(Giovanni Raboni)

Giorno nuovo


Ho veduto il sole spandersi

in un vociare di bianco e di rosa

e la vita rideva senza sfregi

soffiando parole buone.

© Patrizia.M

8 marzo 2017


Uno  (Mikeas Sanchez)

Sono una donna
e celebro ogni piega del mio corpo
ogni piccolo atomo che mi forma
dove navigano i miei dubbi e le mie speranze
Tutte le contraddizioni sono meravigliose
perché mi appartengono
Sono una donna e accolgo con favore ogni arteria
dove imprigiono i segreti della mia stirpe
e tutte le parole degli uomini sono nella mia bocca
e tutta la saggezza delle donne è nella mia saliva.

 

Amara terra mia


Giorno dopo giorno
vedo imboccare i figli
con acini velenosi
e tremo
per le loro bocche
inconsapevoli.

Giorno dopo giorno prego
che restino muti i ventri,
che vi sia arido il seme
e che i figli sopravvivano
alla vostra verga di pietra.

© Patrizia. M.

razzismo

 

Titolo: fate voi


Non mettetemi accanto a chi si lamenta
senza mai alzare lo sguardo,
a chi non sa dire grazie,
a chi non sa accorgersi più di un tramonto.
Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo.
Sono altro.
Sono altrove.

(Alda Merini)