• Esistono dei fatti che richiedono per riuscire a comprenderli tutta la nostra pena, tutta la nostra sofferenza, altri richiedono la nostra gioia. Davanti a cose come queste io so soltanto scrivere. (Santiago Mutis Durán)

  • ...non ho capito la vita;
    se mi resta una qualche verginità, è questa.
    (Antonio Josè Ponte)

  • A qualcuno piace la poesia

    Ad alcuni -
    cioè non a tutti.
    E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
    Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
    e i poeti stessi,
    ce ne saranno forse due su mille.

    Piace -
    ma piace anche la pasta in brodo,
    piacciono i complimenti e il colore azzurro,
    piace una vecchia sciarpa,
    piace averla vinta,
    piace accarezzare un cane.

    La poesia -
    ma cos'è mai la poesia?
    Più d'una risposta incerta
    è stata già data in proposito.
    Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
    Come alla salvezza di un corrimano.

    Wislawa Szymborska-

  • Oggi a Verona

    The WeatherPixie

Bambini strani

Nessuno conosceva il loro nome
“ I Bambini strani”, così li chiamavano.
Lui, dai grandi occhi scuri, che a guardarci bene potevi vederci tutti i sogni del mondo;  lei… chi lo sa cos’era lei?  Tutto e niente. Forse tutto solo per lui.

-Bambini strani… – bofonchiavano i vecchi e le comari,  seduti davanti alle porte delle case nelle afose serate estive.
-Bambini strani…- ripetevano, spiandoli dalle finestre gelate, nei tristi giorni invernali.

A volte li si vedeva camminare sotto la pioggia e ridere, cercando d’acchiappare mille gocce per uno.  Stelle da appendere al soffitto e poi, di notte, soffiarci su a disegnare strani mondi, strani come loro.

Bambini strani…. abitavano sulla spiaggia .
Troppo vicino al mare, questo è strano…
C’è chi li vide nascondere conchiglie nelle tasche.
Cosa ci facessero nessuno lo capì mai.
C’è chi li vide rubare fiori ai giardini altrui e giurò che fossero ladri di colori. Un giorno scomparvero e nessuno li vide più.
Forse avevano sbagliato tempo, forse avevano sbagliato mondo e se li rapì un sogno.

Ricordando Eluana


Queste poesia la scrissi un anno fa, partecipando emotivamente e razionalmente alla sua  sorte, a tutto il clamore che intorno a lei si sollevò. Le metto qui oggi, solo per dedicarle un ricordo, al di là di ogni giudizio, al di là di ogni convincimento personale.

Solo un ricordo.  Solo per lei.

Per te

S’abbassò il cielo
toccandoti d’azzurro
e un sonaglio d’acqua
sgorgò repentino

Sciogliesti i capelli
al gioco del vento
e sorridesti
all’ondeggiar dei fiordalisi.

Mondo


Chi mi chiamò
mi offrì la tenerezza dei germogli
e la certezza limpida di chi ama

ed io m’illusi, della loro illusione.

Ma queste strade
non m’appartengono.

Niente da capire


Nelle foglie gialle
nei preludi sparpagliati
tra i sassi

nella terra grassa
e nelle risate,
strette in picchi di voci argentine

Non c’è niente da capire

nel coerente ossimoro
della nostra solitudine

Capita

Capita di ascoltare girandole alate,
suoni pieni e leggeri
da toccare piano.

Fior di farina
su un tavolo di campagna.

Capita di vederle
nei morbidi gesti delle mani
che accompagnano il non detto.